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Notizie riguardanti il calcio nazionale DIRETTORE: Alessandro Lugli
 
 
 
 
           
       

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Direttore:Alessandro Lugli Redazione:Antonio Rcciolo,Romeo Casa

 
19 gennaio 2017

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ROMA - Una Lazio a corrente alternata batte per 4-2 il Genoa all´Olimpico, centra un successo da dedicare a Luciano Re Cecconi a 40 anni esatti dalla sua tragica morte e stacca il pass per i quarti di finale di Coppa Italia, dove troverà l´Inter. Simone Inzaghi lascia a riposo qualche titolare in vista del ´lunch match´ di domenica mattina allo Juventus Stadium: davanti nel 4-3-3 c´è Djordjevic affiancato da Lombardi e Felipe Anderson, con Biglia regista e Parolo e Lulic ai suoi fianchi, mentre in difesa davanti al baby Strakosha è Wallace-Hoedt la coppia centrale e Patric-Lukaku quella dei terzini.
Dall´altra parte Juric schiera i suoi con il 3-4-3 e in attacco ad affiancare il ´nuovo´ centravanti Pinilla sono l´argentino Ocampos e l´ex di turno Pandev.

EMOZIONI E GOL - Turbinio di emozioni nei primi 45´, con la Lazio che parte meglio, è padrona del campo e ci prova subito da fuori con Parolo murato però in corner. La supremazia biancoceleste trova sbocco al 20´, quando un´azione orchestrata da Felipe Anderson, Biglia e Lulic porta il brasiliano a servire Djordjevic (partente in attesa di un´offerta), abile a superare Lamanna in uscita con un borbido tocco sotto. La Lazio dilaga e un minuto dopo è Lombardi a sfiorare il bis con un rasoterra incrociato a fil di palo. Il monologo laziale non sembra avere soluzione di continuità e al 27´, dopo uno scambio con Lombardi, Patric premia l´inserimento di Djordjevic steso in area da Orban: Damato assegna il rigore ma Lamanna ipnotizza Felipe Anderson e blocca in tuffo sulla sua sinistra.

La squadra di Inzaghi non alza il piede dall´acceleratore e, dopo una bella volée di Pandev che mette i brividi a Strakosha sfiorando l´incrocio, passa di nuovo alla mezz´ora sugli sviluppi di un corner: Hoedt raccoglie l´appoggio di Patric e con il sinistro dal limite trova l´angolino giusto per il 2-0. Al 37´ poi è ancora un super Lamanna a fermare Lombardi lanciato da Parolo. A quel punto però cambia la gara e in cinque minuti il Genoa fa quello che la Lazio ha fatto quasi in un tempo intero: prima accorcia le distanze con un delizioso sinistro a giro di Pinilla e poi pareggia con Pandev, che su un tiro di Laxalt si ritrova la palla tra i piedi e non lascia scampo a Strakosha.
CI PENSANO I BIG - Si va al riposo sul 2-2 e al rientro dagli spogliatoi Pinilla scatta subito tutto solo verso la porta laziale in posizione di fuorigioco, ma l´assistente dell´arbitro non alza la bandierina e serve una rincorsa a perdifiato di Hoedt per riprendere il cileno. Ora è il Genoa a giocare meglio e Inzaghi cerca di invertire la rotta calando i suoi assi: prima dentro Immobile (altro ex della partita) per Djordjevic (55´) e poi Milinkovic-Savic per Lombardi (58´). I due cambi consentono alla Lazio di rialzare il proprio baricentro ma è di nuovo il Genoa ad andare vicino al gol con Ocampos, che colpisce il palo con una conclusione dalla lunga distanza. Ora però i biancocelesti spingono e al 70´ tornano avanti con Milinkovic-Savic, che raccoglie una respinta di Orban e di potenza scarica in porta la palla del 3-2.

La reazione del Genoa è affidata ancora a Pinilla, che sfiora la traversa con una delle sue rovesciate. Ma la Lazio ora è più cattiva e al 75´ cala il poker con un destro dal limite di Immobile. Nel finale Inzaghi toglie Parolo e fa partecipare alla festa anche il baby Murgia, mentre Immobile chiude zoppicando dopo un brutto pestone. Una notizia che crea un po´ d´ansia in vista della sfida di domenica in casa della Juventus, ma intanto la missione di Coppa è compiuta: la Lazio fa rotta sui quarti con vista sull´Inter.

Fonte: corrieredellosport.it




Addio a Mario Poltronieri. Il giornalista milanese, per trent´anni e fino alla metà degli anni ´90 storica voce della Formula Uno sulla Rai, si è spento nella sua città natale all´età di 87 anni. Il 13 novembre 1994 la sua ultima telecronaca del GP d´Australia. Nel 1964 iniziò la propria attività come giornalista sportivo commentando gli incontri della Nazionale di baseball italiana poi passò a occuparsi di motociclismo e Formula 1.
Prima di iniziare a lavorare in Rai nel 1961 Poltronieri fu pilota e collaudatore per la Abarth (nel corso della sua carriera stabilì 112 record di velocità sulle curve sopraelevate del circuito di Monza e corse la Mille Miglia dal 1954 al 1957).

Fonte: sportmediaset.mediaset.it



Clamorosa sorpresa nell´andata dei quarti di Coppa del Re: il Real Madrid perde in casa 2-1 col Celta Vigo di Pepito Rossi (in panchina per tutto il match) e ora dovrà compiere un´impresa martedì 25 gennaio in Galizia, a Vigo, se vorrà passare il turno. Per i blancos di Zidane è la seconda sconfitta consecutiva dopo i 40 risultati utili della striscia-record: 2 k.o. in quattro giorni per Zizou, che ne aveva collezionati solo altri 2 nelle precedenti 56 partite da tecnico alla Casa Blanca. Domenica, nella Liga, il Madrid aveva perso una partita rocambolesca a Siviglia.

LA GARA — Zidane manda in campo Benzema e Morata solo nella ripresa: i titolari in attacco, con Cristiano Ronaldo, sono Lucas Vazquez e Asensio, mentre in porta Casilla prende il posto di Keylor Navas. Il Celta tiene bene il campo e colpisce alla distanza: al 64´, Marcelo cerca di liberare l´area ma serve col tacco Iago Aspas, che sblocca la gara. Il brasiliano si riscatta al 69´, realizzando il gol del pari con uno splendido sinistro al volo su un pallone spiovente. Ma un minuto più tardi il Celta torna avanti e confeziona il gol-partita: Johny buca centralmente la difesa e fulmina Casilla in uscita, è il 2-1 che non cambierà più. Nell´altro quarto di finale in programma oggi, vittoria esterna dell´Alaves: 2-0 sul terreno dell´Alcorcon.

Fonte: gazzetta.it




Serata di Coppa Italia all´Olimpico. Questa sera Roma e Sampdoria avranno il compito di chiudere la griglia degli ottavi di finale. Nei quarti il Cesena attende la vincente della gara fra giallorossi e blucerchiati che in campionato si sono già affrontati nel terzo turno. Lo scorso 11 settembre fu la formazione di Spalletti a sorridere grazie ad un calcio di rigore di Totti a tempo scaduto. La partita fu sospesa per più di un´ora a causa di un diluvio che si era abbattuto sulla capitale sul punteggio di 2-1 per i liguri. Padroni di casa imbattuti davanti al proprio pubblico in campionato dove hanno raccolto solamente vittorie, compresa quella nel derby giocata in trasferta per esigenze di calendario. In coppa la Samp ha già eliminato nell´ordine il Bassano nel terzo turno preliminare e il Cagliari nel quarto, entrambe le sfide si sono giocate al "Ferraris". In trasferta la formazione di Giampaolo ha vinto soltanto alla prima giornata di Serie A sul campo dell´Empoli, ma poi sono arrivati solo tre pareggi contro Pescara, Fiorentina e Crotone e cinque sconfitte. Quella di questa sera è la quinta gara disputata a Roma fra le due squadre in Coppa Italia con altrettanti successi giallorossi. L´ultimo risale al torneo 2013-2014 quando un gol di Torosidis decise la sfida. L´incontro sarà affidato al signor Gianpaolo Calvarese della sezione arbitrale di Teramo.

COME ARRIVA LA ROMA - Luciano Spalletti dovrà rinunciare a Salah, impegnato nella Coppa d´Africa. In porta ci sarà Alisson con Vermaelen, Fazio e Juan Jesus a comporre il pacchetto arretrato. A centrocampo spazio a Paredes e De Rossi mentre le fasce laterali saranno percorse da Bruno Peres ed Emerson Palmieri. El Shaaray e Nainggolan giocheranno fra le linee mentre Totti giocherà al centro dell´attacco con Dzeko che potrebbe tirare il fiato.

COME ARRIVA LA SAMPDORIA - Marco Giampaolo potrebbe attuare alcuni cambi allo schieramento. In porta spazio dunque a Puggioni con Bereszynski sulla fascia destra, Dodò su quella di sinistra e la coppia formata da Silvestre e Regini al centro. Le chiavi del centrocampo saranno affidate a Torreira che sarà supportato da Djuricic a destra e da Linetty a sinistra. In attacco giocheranno Schick e Muriel supportati sulla trequarti da Bruno Fernandes.

LE PROBABILI FORMAZIONI

Roma (3-4-2-1): Alisson; Vermaelen, Fazio, Juan Jesus; Bruno Peres, Paredes, De Rossi, Emerson; Nainggolan, El Shaarawy; Totti. Allenatore: Luciano Spalletti.

Sampdoria (4-3-1-2): Puggioni; Bereszynski, Silvestre, Regini, Dodò; Djuricic, Torreira, Linetty; Bruno Fernandes; Muriel, Schick. Allenatore: Marco Giampaolo.

Fonte: tuttomercatoweb.com




(ANSA) - Scontro in chiave Champions a San Siro, sabato sera: il Napoli, terzo in classifica, fa visita al Milan, che ha quattro punti in meno. I quotisti Snai propendono per il successo azzurro, offerto a 2,00, mentre la vittoria milanista viaggia a 3,65. Robusta la "X", a 3,60. Reduce dalla vittoria con la Juve, la Fiorentina sabato pomeriggio va ad affrontare il Chievo a Verona. Pronostico in viola su Snai, con il «2» quotato 2,25 e il segno «1» e il pareggio entrambi a 3,30.





ANSA-"La Champions e' raggiungibile.
Veniamo da diverse vittorie e se andiamo avanti con la stessa voglia di vincere ogni partita, arriveremo in alto". Il centrocampista dell'Inter Roberto Gagliardini e' convinto che la squadra nerazzurra possa completare la rimonta al terzo posto. "A Palermo ci aspetta una partita importantissima per dare continuità ai nostri risultati: se scenderemo in campo con l'atteggiamento visto nelle ultime uscite, sono sicuro che conquisteremo i tre punti".



Il Milan di una volta non c´è più. Il Napoli oggi gli è superiore come gioco, squadra e anche nei singoli. È una partita che possiamo vincere. Montella, tuttavia, sta facendo un buon lavoro coi giovani". A parlare non è uno qualsiasi, ma Diego Armando Maradona, protagonista con il suo Napoli di una delle sfide più belle nella storia della Serie A, quella con il Milan di Sacchi e degli olandesi negli Anni 80. In un´intervista esclusiva a Mimmo Malfitano sulla Gazzetta in edicola oggi, il Pibe de oro parla di Napoli, Champions, ricordi e molto altro ancora. Eccovi alcuni passaggi.
Lei parlando ai napoletani, ha detto che non li ha mai traditi: si riferisce a Higuian, per caso?
"Non serve a niente parlare di lui ora che è già andato via. Ha sbagliato, tramando alle spalle dei tifosi. Se avesse fatto tutto alla luce del sole, probabilmente, lo odierebbero meno. E´ anche normale, però, che un giocatore che realizzi 36 gol in un campionato lo vogliano tutti, ma ci sono modi e modi per chiudere. Andare via da un´altra squadra non fa scalpore. Ma lasciare Napoli è diverso".

È ipotizzabile la sua presenza nell´organigramma societario del Napoli?
"Qualcosa ci siamo detti con De Laurentiis, stiamo valutando la possibilità d´investitori stranieri, possibili affari e soci. Ci rivedremo in occasione di Napoli-Real Madrid".
Cosa manca a questo Napoli per essere vincente?
"Manca un giocatore come Milik al massimo della forma e ci vorrebbe una panchina più profonda, con giocatori che sappiano essere determinanti. Così sarebbe una squadra da temere. Sono poche le squadre che hanno giocatori come Messi e Ronaldo, che vincono da soli o quasi".

La sfida prossima col Real Madrid: quante possibilità ha il Napoli di superare il turno?
"Non credo che gli spagnoli pensino che battere il Napoli sarà una cosa semplice. Certo, avranno il vantaggio di ritrovare Bale e Benzema, due giocatori imprescindibili. Se avessero giocato oggi, il Napoli avrebbe avuto grandi possibilità di passare".

Fonte: gazzetta.it



SHANGHAI - Nelle metropoli cinesi di traffico se ne intendono, ma forse nemmeno lì si aspettavano di vedere l´aeroporto di Shanghai Pudong andare in tilt per lo sbarco di Carlitos Tevez, re del calciomercato dopo il suo trasferimento in Cina dal Boca Juniors. Proveniente da Dubai dove è stato in viaggio di nozze in seguito al matrimonio con Vanessa, il fuoriclasse argentino è sbarcato alle ore 14.43 locali con un seguito ´imperiale´ di 19 persone, fatto di parenti e amici, pronto a iniziare la sua avventura nello Shanghai Shenhua e accolto da una folla in delirio fatta di giornalisti, fotografi, centinaia di tifosi o semplici curiosi.
´El Apache´ nel fine settimana si aggregherà ai suoi nuovi compagni per allenarsi agli ordini del tecnico uruguagio Gustavo Poyet, che hanno iniziato la preparazione nell´isola di Okinawa prima del ritorno a Shanghai previsto per domani, Tevez avrà a disposizione tre settimane per trovare la condizione migliore in vista del match dell´8 febbraio a Hongkou, dove lo Shenhua si giocherà l´accesso alla fase a gruppi della Champions League asiatica e l´ex di Boca Juniors e Juventus farà il suo debutto.

Fonte: corrieredellosport.it         




permalink | inviato da TuttoCalcioItalia il 19/1/2017 alle 17:57 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa

18 gennaio 2017

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A volte basta dimenticarsi una pillolina, per mandare all´aria tutta una terapia, e tornare nella malattia. L´Inter supera gli ottavi di finale, ma ci riesce col fiatone, alla fine di una partita che fa temere che la "cura-Pioli" non sia sufficiente. I nerazzurri avanti 2-0 e apparentemente in controllo si fanno infatti rimontare due reti dal Bologna: sul Meazza ricompaiono i fantasmi di qualche mese fa, prima che il solito Candreva, su cross di Icardi, all´8´ del primo supplementare, trovi il gol qualificazione (deviazione decisiva di Oikonomou). L´andamento del match, curiosamente, ripercorre in tutto e per tutto quello dell´ultimo incrocio delle due squadre in coppa, datato 2012-13: ottavo di finale, doppio vantaggio Inter, pareggio Bologna e gol decisivo (allora di Ranocchia) nei supplementari. L´allenatore dell´Inter era Stramaccioni, quello del Bologna... Pioli.

DOPO LA PAURA — Insomma, è tutto un déjà vu: l´Inter almeno riesce a raddrizzare la barca in corsa e a guadagnarsi la sfida casalinga contro la vincente di Lazio-Genoa. Qualche amnesia difensiva (nonostante il rientro nel reparto di Medel) e un netto calo fisico nella ripresa sono le noti dolenti di una squadra che a lungo però domina un Bologna compatto ma poco intraprendente: doveva essere la partita di Gabigol, la decide il suo sostituto Candreva. la serie di vittorie consecutive formalmente si interrompe, ma Pioli fa un altro passo (col passaggio del turno) verso un futuro più solido. E Gagliardini continua a impressionare.

GABIGOL E MERAVIGLIE — Il fiducioso pubblico di San Siro, ma anche dei divani nerazzurri, non aveva occhi che per lui: Gabriel Barbosa in arte Gabigol. Il gol non è arrivato, gli occhi sono stati rapiti da qualche giocata, qualche fuga sulla destra, 7 dribbling tentati, un paio di tiri deboli, ma anche da errori proprio "basici". In compenso, mentre aspettavano la fiammata del brasiliano su cui Suning vuole/voleva costruire il marketing futuro, è arrivata una perla di Jeison Murillo. E´ il 33´ di una partita che stenta a decollare quando il colombiano su un corner di Joao Mario si inventa una rovesciata perfetta, andando a incocciare la palla altissima e spendendola alle spalle di Da Costa. Seguiranno altri gol, ma l´highlight della serata è quello: un gol bellissimo, da Puskas Award, come si dice da qualche anno, se non fosse che ci sono già Giroud e Carroll a contenderselo (e siamo solo a gennaio).

PADRONI O NO? — La partita sembra trovare un padrone fra il minuto 33 e il 39: dopo il gol stratosferico di Murillo arriva quello "geometrico" di Palacio, che taglia bene in area, viene pescato da Joao Mario e trova il diagonale vincente sul secondo palo. Due assist per il portoghese, autore di una buona gara, impiegato fra le linee nel 4-2-3-1 di Pioli, che conferma la coppia Gagliardini-Kondogbia davanti alla difesa. Il Bologna, che ha 6 uomini diversi rispetto all´ultima di campionato, pur restando sempre compatto non sembra nemmeno crederci troppo: impegnerà raramente Carrizo per tutta la gara, ma trova due gol con due sortite quasi estemporanee. La prima arriva sul finire del primo tempo, con un tiro di Dzemaili, su cross di Di Francesco, deviato da Kondogbia. La seconda premia il migliore degli ospiti, il volenteroso Donsah: al 28´ della ripresa, quando sono appena entrati Icardi e Candreva, si fa trovare solo sul secondo palo sul cross di Masina. Il colpo di testa vale il 2-2 i supplementari e la fine della striscia vincente nerazzurra (6 incontri). Non basterà ai rossoblù in giallo: Donadoni può godersi almeno la prestazione in crescita fino all´ultimo minuto di Di Francesco, mentre Destro la vede poco e quando ha la palla pare pensarci sempre un po´ troppo. Lo rimpiazza Okwonkwo, 18 anni: era molto atteso, bisognerà aspettarlo ancora.

Fonte: gazzetta.it




Un solo gol ed emozioni con il contagocce nella prima giornata del Girone D di Coppa d´Africa. A deludere è soprattutto l´Egitto di Hector Cuper che, all´esordio contro un intraprendente Mali, non va oltre uno scialbo 0-0. In ombra Salah. Parte con il piede giusto, invece, il Ghana di Avram Grant che non brilla ma batte 1-0 l´Uganda conquistando il primato solitario in classifica: decisivo un calcio di rigore trasformato da André Ayew.

Da una parte l´Egitto, ovvero la squadra più titolata della Coppa d´Africa con 7 vittorie. Dall´altra il Mali che invece il torneo non l´ha mai vinto. Sulla carta non c´è partita ma la sfida di Port-Gentil dice l´esatto contrario: i Faraoni di Hector Cuper steccano e ai punti vincono le Aquile di Alain Giresse, cui lo 0-0 forse sta persino stretto. Il Mali si vede negare la gioia del gol al 13´ quando El-Shennawy si supera per deviare in corner un colpo di testa di Lassana Coulibaly. Nell´azione il portiere si infortuna e lascia il posto al leggendario El-Hadary, 44 anni compiuti la scorsa domenica, determinante nel finale quando in uscita chiude lo specchio a Marega. L´Egitto è poca cosa e paga la serataccia di Mohamed Salah: l´attaccante della Roma, mai pericoloso, viene ammonito al 66´ per una brutta entrata su Sylla e pochi minuti più tardi, forse per evitare guai peggiori, Cuper decide di sostituirlo. La chance migliore per i Faraoni arriva al 54´ con un gran colpo di testa in tuffo di Mohsen alzato in corner da Sissoko.

Pronostico rispettato invece nella partita pomeridiana del Girone D dove il Ghana, una delle favorite per il successo finale, non incanta ma piega di misura l´Uganda. Episodio decisivo della sfida al 32´ quando il difensore ugandese Isinde perde palla goffamente e stende in piena area Asamoah Gyan (ex Modena e Udinese) causando l´inevitabile rigore. Sul dischetto si presenta André Ayew che col sinistro spiazza Onyango e festeggia la sua settima rete complessiva in Coppa d´Africa superando di un gol, nella classifica all time, suo papà Abedi Pelé.

Fonte: sportmediaset.mediaset.it




ROMA - Sassari e Avellino regalano ai loro tifosi una notte di coppa da incorniciare. La 13esima e penultima giornata dei gironi di Champions League si apre nel migliore dei modi per le italiane, con due successi esterni davvero preziosi. La Dinamo passa 75-78 in Germania, sul campo di Ludwigsburg e tiene totalmente aperto il discorso qualificazione, in attesa dell´ultima sfida del gruppo E, in programma mercoledì prossimo contro il Partizan Belgrado. La Scandone, invece, espugna il parquet di Tenerife (66-78) e blinda il secondo posto nel girone D, lasciando ancora intatta la possibilità di strappare il primato proprio agli spagnoli.

SASSARI INCONTENIBILE NEL TERZO QUARTO - Coach Pasquini aveva chiesto ai suoi uomini una prestazione su ritmi elevati e il Banco di Sardegna non delude le aspettative, piazzando lo strappo decisivo in un terzo quarto straripante, chiuso con l´eloquente parziale di 25-9. Dopo due frazioni all´insegna dell´equilibrio - le squadre vanno all´intervallo con il Riesen avanti di una sola lunghezza (33-32), Sassari mostra la faccia cattiva al ritorno sul parquet e, trascinata da un sontuoso Rok Stipcevic, alla fine autore di 22 punti e 5 assist, prende il largo chiudendo il terzo periodo sul 42-57. Nell´ultimo quarto la Dinamo deve solo amministrare, anche se un pericoloso calo di tensione permette ai padroni di casa di riavvicinarsi fino al 75-78 con il quale si chiude la gara. Una vittoria preziosissima, con la quale il Banco riscatta anche la sconfitta a fil di sirena incassata nella sfida d´andata.

MHP RIESEN LUDWIGSBURG - BANCO DI SARDEGNA SASSARI 75-78
(6-19, 33-32, 42-57)
Ludwigsburg: Hammonds 16, Cotton, McGray 4, Martin 2, Crawford 8, Breuning 2, Thiemann 13, Toppert 10, Loesing 11, Cooley 9. All. John Patrick.
Sassari: Bell 7, Lacey 8, Devecchi, D´Ercole 3, Sacchetti 5, Lydeka 8, Savanovic 13, Carter 10, Stipcevic 22, Lawal 2, Ebeling, Monaldi . All. Federico Pasquini.
AVELLINO, CHE RIMONTA - Ha il sapore dell´impresa il successo esterno di Avellino sul campo dell´Iberostar Tenerife, reduce da cinque vittorie consecutive in Champions League e dall´affermazione in campionato contro il Barcellona. Un successo frutto di una prestazione tutta grinta e carattere, con gli uomini di Sacripanti bravi a restare mentalmente in gara dopo una prima parte di assoluta sofferenza. Tenerife inizia forte e piazza subito un parziale di 7-0. Nella frazione d´apertura gli spagnoli sono padroni incontrastati del campo e scappano addirittura sul 25-11. La Sidigas rosicchia punti importanti e va all´intervallo lungo sotto la doppia cifra di svantaggio (44-35). Al ritorno sul parquet Avellino è completamente trasformata e a 3´10" dalla fine del terzo periodo la tripla di Green regala il primo sorpasso biancoverde (52-53). In un crescendo inarrestabile la Scandone, guidata da un Ragland da 19 punti e 5 assist, piazza lo strappo decisivo nell´ultima frazione e gestisce il finale di gara con grande autorità. Ottima anche la prova di Thomas, autore di 17 punti, mentre Fesenko mette a referto una doppia doppia, con 13 punti e 14 rimbalzi.

Fonte: repubblica.it/sport



TORINO - «Allegri si avvicina sempre di più all´Arsenal». In Inghilterra sono sicuri: il tecnico della Juve è il candidato numero uno alla panchina dei Gunners. Secondo il Sun, infatti, Wenger sta per lasciare la guida della squadra dopo 21 anni. Gli agenti di Max sarebbero già in contatto con la dirigenza del club inglese. L´allenatore è chiamato a prendere una decisione entro marzo. Il tabloid parla di rapporti non ottimali tra il tecnico e qualcuna delle stelle della Juve, motivo in più per pensare all´addio. Inoltre Allegri è convinto di poter vincere con l´Arsenal anche grazie alle sue conoscenze tattiche. In caso di addio a Torino arriverebbe Paulo Sousa.

LA JUVE: «RESTA» - Questo è quello che scrivono in Inghilterra. Apparentemente senza prendere in considerazione le parole di Marotta, che anche in una recente intervista ha dichiarato: «Il futuro della panchina della Juve? Ne parlano solo i media. Allegri è al terzo anno con noi: è un allenatore vincente e non capisco come si possa pensare che ci sia la necessità di cambiare».

Fonte: tuttosport.com




Da Palazzo Vecchio, dove ieri si è tenuta la Hall of Fame della FIGC, il commissario tecnico Giampiero Ventura ha lanciato un forte messaggio che sicuramente è stato recepito, visto che il destinatario si trovava a pochi chilometri. "Chiesa? Me lo avevano già segnalato. L´ho visto di persona ed è stato una piacevole sorpresa. Al prossimo stage, se non succede niente, sarà convocato, se le prestazioni continuassero ad essere queste". Parole di stima, che non possono inorgoglire il ragazzo e la Fiorentina, che ha il merito di aver cresciuto il classe ´97, lanciato in prima squadra da Paulo Sousa in questa stagione.

CRESCITA COSTANTE - Dall´esordio in Serie A allo Juventus Stadium al primo gol, quello messo a segno in Europa League contro il Qarabag. Il figlio di Enrico è ancora alla ricerca del sigillo in campionato, solo sfiorato domenica contro la Vecchia Signora. Lui dice di averla toccata, anche se le immagini non sembrano dargli ragione e la rete infatti è stata attribuita a Milan Badelj. Chiesa però è stato fra i migliori in campo: costante spina nel fianco della BBC, non una difesa qualunque. Corsa, dribbling, spirito di sacrificio. Il numero 25 gigliato impressiona soprattutto per la maturità e il carattere con il quale affronta avversari più navigati di lui. Il suo rendimento in costante ascesa, tanto da essere stato preso in considerazione da Ventura.

INCONTRO COL TIANJIIN - C´è chi già parla di interessa da parte di diversi club per Chiesa, che tuttavia ha appena rinnovato fino al 2021 con la Fiorentina. La società dei Della Valle scommette forte sul proprio gioiello, ultimo prodotto del sempre florido settore giovanile. Chi invece potrebbe salutare la Viola è Nikola Kalinic, anch´egli grande protagonista contro la Juventus. Dopo la conferma arrivata da parte del proprietario del Tianjin Quanjian di volerlo acquistare, in giornata c´è stato un incontro fra Pantaleo Corvino e gli intermediari del club asiatico. Il pressing è sempre più insistente: i cinesi hanno rotto gli indugi degli ultimi giorni e sono pronti per affondare il colpo.

L´offerta per la Fiorentina oscilla fra i 38 e i 40 milioni, mentre quella all´attaccante è fissata a 10. L´ex Dnipro sembra intenzionato ad accettare, anche se non ha ancora dato una risposta definitiva. La società gigliata invece in attesa di un rilancio del Tianjin. Se dovesse arrivare, allora Kalinic sarebbe lasciato partire e si aprirebbe la caccia al sostituto. Altrimenti il bomber rimarrà in riva all´Arno, per la gioia di Sousa e dei tifosi.

Fonte: quotidiano.net/sport



Il Sassuolo, per trovare continuità di risultati dopo la vittoria di Palermo e cercare nella Coppa Italia qualche soddisfazione al cospetto di un campionato e di un´avventura europea piuttosto deludenti. Il Cesena, unica squadra di serie B rimasta in corsa, per raggiungere uno storico quarto di finale e ritrovare il ritmo dopo la lunga sosta della serie cadetta, a patto, però, di non sprecare energie in vista della sempre durissima corsa alla salvezza, a questo punto obiettivo imprescindibile per la squadra di Drago. Il derby emiliano-romagnolo (Sassuolo e Cesena saranno in campo stasera alle 17.30 al Mapei Stadium di Reggio Emilia) sarà l´ottavo di finale di Coppa Italia con meno blasone. Sicuramente non sarà un´occasione per rivedere in campo Domenico Berardi, di cui il Sassuolo si è privato per quattro mesi, da poco tornato in campo e già decisivo. Di Francesco ha infatti deciso di risparmiare il suo gioiellino, come pure il neoacquisto Aquilani.

Fonte: ansa.it




Un´occasione da non fallire. Il Genoa stasera scenderà in campo per gli Ottavi di Finale di Coppa Italia. Sfida secca in quel di Roma contro la Lazio, in caso di parità nei 90 minuti saranno necessari i tempi supplementari dopodiché i temutissimi calci di rigore.
Juric vuole il riscatto dopo le quattro sconfitte consecutive in campionato, niente turnover, l´appuntamento è troppo importante.

QUI GENOA: Simeone al centro dell´attacco, anche se Pinilla scalpita per una maglia. Ai suoi lati Ocampos e Ninkovic, con Rigoni che potrebbe essere retrocesso in mediana. A centrocampo confermato Cataldi, mentre in difesa dovrebbe riposare uno tra Munoz e Izzo. Lazovic torna dal primo minuto al posto di Edenilson.

QUI LAZIO: Inzaghi mischia le carte, dovrebbe toccare a Murgia, Strakosha e Wallace con De Vrij che dovrebbe partire dalla panchina. Sulla sinistra si rivede Lukaku, Djrordjevic e Kishna in attacco.

LE PROBABILI FORMAZIONI
Lazio: Strakosha; Basta, Wallace, Hoedt, Lukaku; Leitner, Murgia, Milinkovic; Lombardi, Djordjevic, Kishna. All. Inzaghi.
Genoa: Lamanna; Burdisso, Izzo, Gentiletti; Laxalt, Cataldi, Rigoni, Lazovic; Ocampos, Ninkovic, Simeone (Pinilla). All. Juric.
Arbitro: Damato.

Calcio d´inizio: questa sera ore 21.00, stadio Olimpico.

Fonte: genovatoday.it




NAPOLI - Ma come si rinforza una squadra ch´è già forte, che ha la meglio gioventù, che sembra non racchiuda in sé nessun difetto di costituzione, che può guardare al futuro con simpatia e persino ottimismo? E dove s´interviene su un Napoli che ha difensori ancora in tenera età (calcistica), centrocampisti appena maggiorenni e attaccanti di uno spessore così rilevante e nel pieno della loro maturità? Il mercato è un desiderio di massa, talvolta l´insana voglia di assaporare il gusto del nuovo: tentazioni dalle quali il Napoli non s´è lasciato contagiare, perché comprare per il semplice piacere di farlo non rientra nei piani della società. Però verrà giugno e si ripartirà e nessuno potrà prevedere cosa accadrà, nel prossimo semestre - ed anche in questi quindici giorni scarsi che restano.

DIFESA - Ricapitolando, semplicemente: Reina è una certezza, e fa niente se ha qualche annetto sulle spalle; semmai s´intravede una sagoma alle sue spalle, per garantirsi poi la successione: Casteels (25) del Wolfsburg è una idea che rimane lì, vibra, viene valutata, studiata. Ma l´organico è ridondante, ha molto più di un quinquennio davanti a sé (tranne in Albiol, che però ne ha 32): poi ci sono Hysaj (23), Maksimovic (26 a novembre, ma a novembre), Koulibaly (26 a giugno), Chiriches (28 a novembre), Ghoulam (26), Tonelli (27), Strinic (30 a luglio) e Maggio (35). C´è dunque un´esigenza, anagrafica, d´intervenire sulle corsie, per assicurarsi «longevità»: Andrea Conti (23 a marzo) è stato individuato come fluidificante di talento e di fisico, di corsa e di interpretazione tattica. Il Napoli e l´Atalanta hanno avuto modo di parlarne in epoche non sospette e lo faranno ancora, perché i rapporti tra De Laurentiis e Percassi sono di stima reciproca e il dialogo è sempre stato fertile.

Fonte: corrieredellosport.it



Il Milan ha prolungato di un anno, fino al 30 giugno 2020, il contratto di Giacomo Bonaventura. Il club ha ufficializzato l´intesa, già definita prima di Natale con il benestare della cordata cinese in procinto di completare l´acquisto del Milan. In base al nuovo accordo è stato ritoccato l´ingaggio del centrocampista che ora guadagnerà circa due milioni di euro a stagione.

Fonte: ansa.it




permalink | inviato da TuttoCalcioItalia il 18/1/2017 alle 17:27 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa

17 gennaio 2017

CALCIO-NEWS

Dal possibile 3-0 al 2-2 finale. E´ ancora beffa granata con il Milan, stavolta al Grande Torino e in campionato, dopo le lacrime di coppa. Se quello di San Siro era stato un suicidio, Mihajlovic dixit, questo harakiri fa ancora più male perché partito da una posizione di grande vantaggio e con la ghiotta opportunità di chiudere su rigore il match. Invece la faccia dei granata è sempre la stessa, preoccupante versione: irresistibile per 45´, disastrosa nella seconda metà gara. Il tecnico del Toro chiedeva la prestazione della svolta, invece la sua squadra si è incartata nei soliti vecchi vizi. Un problema che sembrava lontanissimo nel primo tempo, quando i padroni di casa in 5 minuti di furore hanno sbloccato e messo quasi al sicuro il risultato con un uno-due micidiale. Almeno così sembrava, quando tra il 21´ e il 26´ sono andati a rete due volte, prima con Belotti autore dell´ennesimo gol da opportunista (intercettando un tiro debole di Ljajic), poi con Benassi che di tacco ha siglato il 2-0 della grande illusione. Un´illusione che poteva trasformarsi in cemento armato, se al 31´ Adem Ljajic non avesse sbagliato malamente il rigore fischiato da Tagliavento per fallo di Abate su Barreca.

Il Milan ci ha messo un tempo a carburare, ma dopo i salvataggi sul finir di tempo di Hart su Suso (due volte) e Bertolacci, è venuto fuori in una seconda parte di grande grinta, anche grazie ai regali del Toro. La squadra di Montella ha raddrizzato la partita in 5 minuti: prima Bertolacci ha realizzato il gol del 2-1 convalidato dalla gol line technology, dopo la doppia opposizione di Hart. Poi il suicidio perfetto l´ha compiuto Rossettini stendendo ingenuamente in area Paletta e consentendo a Bacca di presentarsi dal dischetto: il tiro del colombiano è stato ben altra cosa rispetto a quello di Ljajic. Feriti al cuore, i granata hanno provato a rialzare la testa con il solito Belotti, ma neanche la superiorità numerica nel concitato finale (espulsione di Romagnoli per doppia ammonizione), nè l´ingresso di Iturbe hanno riportato il sorriso in casa del Toro. Che mai come stasera deve recitare un grande mea culpa.

Fonte: lastampa.it



La rabbia di Sinisa Mihajlovic va in scena in diretta televisiva: Torino-Milan è finita da pochi istanti, i granata si sono fatti rimontare due gol in cinque minuti e il tecnico serbo sfonda il pannello delle interviste post-partita con una manata (e uno steward si ferisce). "Non sono arrabbiato - attacca Miha ai microfoni di Premium Sport -, sono infuriato e molto deluso perché continuiamo a buttare via punti e sprecare occasioni. Pareggiare questa gara è stato folle, abbiamo commesso gli stessi errori di quattro giorni fa: siamo andati avanti segnando due gol, poi c´è stato il rigore sbagliato, nella ripresa torniamo indietro e subiamo la rimonta, dopodiché ricominciamo a giocare. Sono deluso perché non siamo riusciti a fare il salto di qualità. Non so se è una situazione risolvibile: stiamo lavorando ma commettiamo sempre gli stessi errori. È inutile parlare di Europa, perché, anche se ci proveremo lo stesso, perdendo punti in questo modo non riusciremo ad andarci. Cosa ho detto a fine gara? Ne parliamo domani...".

GESTIONE — "Perché abbiamo arretrato così tanto nei primi 15 minuti della ripresa? Non lo so, me lo chiedo anche io... Non c´è nessun motivo. Ma così non si può giocare. Dobbiamo saper gestire queste situazioni: giocando contro il Milan ci sta che si possa subire la loro reazione, ma bisogna controllare meglio. Se questa squadra non avesse le qualità per farlo non direi nulla, ma questi giocatori possono e devono controllare il risultato. C´è un problema di personalità, è evidente".

MERCATO — "La società sa quali sono pregi e difetti di questa squadra: noi dobbiamo essere bravi a convincere la società ad investire. Non ci vuole un genio nucleare per capire cosa serve...".

LA BOCCIATURA — Il tecnico serbo conclude con un paio di battute su Adem Ljajic che ha avuto dal dischetto la palla del possibile 3-0 che avrebbe - chissà - chiuso ogni discorso e l´ha sprecata tirando centralmente e facendosi respingere il tiro da Donnarumma: "Ljajic ha tirato male il rigore, l´hanno visto tutti, ma mica lo posso né lo voglio accusare per quell´errore. Però non mi è piaciuto come ha giocato. Cioè, la voglia c´era ma non si è mai reso pericoloso".

Fonte: gazzetta.it




L´ultimo passaggio è per Diego junior. Con la mano sul cuore: «Voglio mio figlio qui sul palco, accanto a me, ti chiedo scusa dopo trent´anni: non ti lascerò mai più». Giù il sipario. Suona l´Orchestra dei ragazzi della Sanità, altro simbolo del riscatto di Napoli. Sulle note di «´O surdato ´nnammurato» Maradona saluta il San Carlo: canta a squarciagola «oj vita, oj vita mia» e palleggia con il mappamondo e con Alessandro Siani, un gioco che rievoca «Il grande dittatore» di Chaplin.

«Auguro al Napoli che vinca tutto, voglio che la gente di Napoli sia felice», dice il Pibe de Oro, mentre dalla platea gli urlano di non andare via. «Noi ti amiamo, tu puoi tutto, ora hai anche le chiavi della città», rilancia Siani. «Tutti mi danno le chiavi, ma non ho l´indirizzo», scherza l´argentino. E manda un messaggio (quasi un assist) a De Laurentiis, seduto in poltronissima: «Al presidente chiedo di vincere, abbiamo fiducia in lui. Io non me ne voglio andare. Qui sto benissimo. A Napoli sono stato felicissimo».

L´atmosfera è da stadio. Il grande show comincia alle 21.20, con l´Inno alla Gioia di Beethoven, poi l´attore Peppe Lanzetta legge il suo monologo: «Il re è tornato». Dopo la proiezione dei videomessaggi di Totti e Del Piero, salutato da un´ovazione, sul palco sale Diego Armando Maradona, in completo nero.

Per lui il tempo non passa mai. A trent´anni dallo scudetto, il San Carlo diventa San Paolo, el Pibe de oro dice d´un fiato: «Mi sento come a casa, come mi sono sempre sentito qui. Io non tradisco...». È il solito, incorreggibile Diego, che subito va all´attacco e para le polemiche: «Qualcuno si è lamentato perché qui il biglietto costa 300 euro, ma l´abbiamo fatto perché Pelè organizza uno spettacolo e li vende a 200 euro. Lui deve arrivare sempre secondo». Sullo sfondo, spunta anche una foto di Gesù e, poi, tra le risate del pubblico: «Messi non è neanche l´unghia del tuo piede destro».

Gli amici e i protagonisti del grande Napoli si alternano sul palco del teatro. Al centro c´è la prima maglia del Napoli, regalata a Salvatore Carmando, storico massaggiatore azzurro che Maradona volle anche nella nazionale argentina. C´è Gigi Savoia che racconta «com´era Napoli prima di Diego». Applausi, e giù fischi quando calano le sagome dei nemici Platini e Blatter: «Non siamo dei ladri, via».

Il pubblico intona: «Oh, mamma, mamma, mamma». Entra Gianni Minà, e l´abbraccio è lungo un´eternità. «Con lui farei qualunque cosa», dice il giornalista. Diego rievoca lo storico gol alla Juventus, quel «tanto gli segno lo stesso» che fece infuriare Tacconi. Maradona chiama Reina: «Tu sei portiere, lo sai quanto è difficile fare gol da così vicino».

Sullo schermo vengono proiettate le immagini del colpo del secolo, quello celeberrimo all´Inghilterra. A ogni scatto viene associata una parola: razzismo, invidia... e dopo il tiro a segno libertà. «Ha dribblato tutti questi mali del mondo per la libertà». Diego si commuove e ammette: «Mi pacerebbe che mamma lo vedesse».

L´emozione più forte è legata ai ricordi di famiglia, e anche del padre, con la sveglia all´alba per andare a lavorare in fabbrica. «Lo ringrazio per avere sfamato tutti e sette a casa. Ci sono mancate tantissime cose, ma non c´è mai mancato l´amore. La prima volta che mi ha detto che avevo giocato bene è stato dopo Argentina-Inghilterra».

Non solo calcio. Assieme a Minà, Maradona tocca i temi più svariati: «Con il Papa argentino mi sono avvicinato alla Chiesa, siamo in due adesso a "rompere la testa". Lui mi ha chiamato e io sono andato, sono sempre dalla parte dei bambini che soffrono», dice ricordando anche l´impegno del Pontefice contro il dramma della droga. C´è poi spazio per ricordare Castro: «Sono stato 9 ore e 15 minuti a parlare con Fidel e 8 ore e 40 minuti a parlare con Chavez e non mi sono annoiato. Con Trump? Non capisco l´inglese e con lui non voglio capirlo».

Non manca il momento con il magistrato: Catello Maresca, un altro cresciuto «sugli spalti del San Paolo». «Diego, mi hanno chiesto di farti una domanda. Io in genere le faccio in altri posti». «Meglio qui», replica il campione e il pm parla della paranza dei bambini, invitando Maradona a dire la sua: «Ai ragazzi dico: non prendete la droga, non sparate. I ragazzi dell´Orchestra della Sanità sono l´esempio più grande, loro hanno vinto come ho vinto io. So che Napoli ce la farà lottando».

Dal San Carlo a Gomorra, sul palco arriva pure Salvatore Esposito, alias Genny Savastano: «Ma io sono un bravo ragazzo, sono venuto con mia mamma e mio padre». Gag e battute su "Goalmorra", un´ipotetica squadra con i personaggi della fiction schierati in campo: don Pietro Savastano in porta, Ciro l´immortale che gioca in difesa, «un tempo con noi e un tempo con gli avversari: è sciossionista». A destra Scianel col fisico di Bruscolotti e così via».

Sul palco campeggia anche la maglietta rossa delle Cebollitas, la squadra giovanile dell´Argentinos: cento vittorie di seguito, la prima tappa della storia del calcio. «Che non è solo felicità».

Il tributo continua con Lina Sastri - in abito nero, tacchi e spacco profondo - che omaggia Pino Daniele e Diego con «Napul´e». Poi è la volta dello scrittore Maurizio De Giovanni. «Era de maggio» è l´incipit del suo racconto che rievoca la festa della città per gli scudetti e facendo l´appello dei giocatori che hanno fatto la storia del calcio azzurro. Quando compare la figurina di Ciro Ferrara, il pubblico fischia e Maradona stoppa tutto. Sul palco salgono allora i giocatori del Napoli vittorioso e il San Carlo si trasforma ancora una volta nel San Paolo. Ognuno di loro parla del suo momento più bello nell´avventura condividsa Diego: per Di Fusco è la vittoria sulla Juve in Coppa Uefa, per Renica «i valori trasferiti da Diego», Carnevale rivela di «avere visto la Madonna con lui», Carannante la prima visita medica, insieme. Si chiude con il rap di Clementino.

Alessandro Siani, il re del botteghino italiano che ha scritto e diretto lo spettacolo, è dietro le quinte, lo spettacolo è tutto per Diego. «Voleva fare un film - svela il comico -. Poi ho pensato: ma si sveglierà alle 6 del mattino per parecchie settimane? Mangerà ogni giorno il cestino? Mi sono risposto di no e ho concentrato tutto in uno spettacolo teatrale. Volevo raccontare il percorso di un uomo non facile».

Costruiti ad arte momenti di finta tensione, con le incursioni sul palco: «Diego, posso stringerti la mano?». «Uuuu, è la mano di Dios».Allora la platea intona «chi non salta juventino è», e quasi crolla il teatro.

Fonte: ilmattino.it




"Parlerò col presidente, poi si vedrà" aveva detto Corini dopo la pesante sconfitta per 4-1 contro il Sassuolo. Nella giornata di lunedì il tanto atteso colloquio c´è stato e Zamparini ha deciso di confermare il suo allenatore. Corini aveva promesso che, in caso di permanenza, i rosanero avrebbero potuto ancora lottare per la salvezza: "La questione era complicata già quando sono arrivato, abbiamo dato segnali di ripresa anche quando la squadra non ha portato a casa dei punti. Se ogni volta si cerca un responsabile non si va avanti. Avrò modo di sentire il presidente per capire se c´è voglia di fare qualcosa di importante". E ora avrà modo di provarci.

Lo sfogo di Corini in conferenza - Prima della sfida di domenica contro il Sassuolo, l´allenatore rosanero aveva parlato con toni duri della situazione dei rosanero: "Adesso mi spoglio dal fatto di essere allenatore del Palermo, voglio parlare da tifoso che ama questa società. Se non usciamo dal limbo in cui creiamo una possibile svolta ogni settimana non cresciamo mai. Puoi essere anche Mourinho o Klopp, non se ne esce. Si mette troppa pressione sulla squadra, non puoi vivere sempre col dentro o fuori. Ci deve essere una crescita, un lavoro sui pregi e i sui difetti. Se non si esce da questo limbo diventa dura per tutti. Non so cosa può succedere dopo Sassuolo. Ogni partita è una bomba atomica in questa società. Se ad ogni vigilia vi domandate cosa accadrà dopo la partita vi sembra una situazione normale? Un giornalista dovrebbe chiedersi chi giocherà, invece a Palermo ci si chiede sempre se l´allenatore rimarrà. Vi sembra normale?". E ancora: "Come si fa ad andare avanti con un presidente che vuole mandarmi via? L´ho pensato anche io ma dobbiamo dire che ci sono stati diversi miglioramenti - aveva detto Corini - non accetto una critica strumentale che poi porta all´autolesionismo, accetto soltanto i pensieri e la critica oggettiva".

Fonte: sport.sky.it



"Entriamo nel calendario quando mancano quattro partite per arrivare in finale ma bisogna cominciare a fare bene da domani. E´ una competizione alla quale teniamo". Il tecnico dell´Inter Stefano Pioli è pronto all´esordio della sua squadra in Coppa Italia. "Se la serenità è accompagnata da concentrazione e determinazione è un fattore importante - ha proseguito parlando ai microfoni di Inter Channel alla vigilia dell´ottavo di finale con il Bologna - Giocare in casa ci può dare dei vantaggi, ma dovremo dimostrarlo con una prestazione all´altezza".

L´Inter si presenta all´appuntamento di coppa forte delle cinque vittorie consecutive. "Vincere aiuta a vincere, dobbiamo continuare a farlo - ha evidenziato Pioli - Terrò presente chi sta lavorando bene durante la settimana, la partita è importante ma dovrò valutare bene dopo l´allenamento di rifinitura chi sarà nelle condizioni migliori". L´allenatore nerazzurro ritroverà la sua ex squadra. "Per me oggi è importante pensare all´Inter, siamo in crescita ma dobbiamo continuare così - ha concluso - Il campionato? Dobbiamo continuare a vincere per provare ad accorciare la distanza che ci separa delle prime tre o quattro, di più non possiamo fare".

Fonte: lapresse.it




"La Juventus è la squadra da battere, però mi sembra che dietro ci siano squadre che piano piano la prenderanno perché è lo sport, il calcio. Chi sta davanti fa da punto di riferimento e le altre arriveranno". Claudio Ranieri, tecnico del Leicester campione d´Inghilterra in carica, dice la sua sul campionato di A a margine della cerimonia della "Hall of fame" della Figc oggi a Palazzo Vecchio a Firenze. "La società bianconera è strutturata in maniera importante, è bella, quadrata - ha aggiunto il tecnico -: ognuno è al suo posto, sanno quello che devono fare, programmano il futuro, per cui credo sia importante vedere anche come loro lavorano, non solo la squadra in campo".

FORZA CONTE — Ranieri in Premier League tifa per un altro italiano, Antonio Conte: "Non so se il Chelsea succederà al mio Leicester. Auguro ad Antonio tutto il bene, è arrivato senza i grandi clamori del pronostico però adesso sta facendo vedere che la scuola italiana è importante, gli auguro di cuore di vincere la Premier. Noi del Leicester sapevamo che quello passato è stato un anno incredibile, riconosciuto in tutto il mondo, il Chelsea sta facendo un buonissimo campionato, dietro ci sono delle grandi potenze e mi auguro da tifoso italiano e del Chelsea, perché sono stato loro allenatore per quattro anni, che possa raggiungere l´obiettivo. Allegri in Premier? La stampa spinge molto per questa soluzione, appena c´è una mezza partita ci sono queste voci. L´Italia è apprezzata da tutti, mi auguro che venga in Inghilterra. Tanti anni fa nessuno andava all´estero, poi hanno iniziato Trapattoni e Capello, io sono stato il terzo. Noi italiani possiamo diventare cittadini europei e ora che ci si è allargati in Cina, possiamo diventare cittadini mondiali".

OBIETTIVO SALVEZZA — "Un mio ritorno in Italia? Mi auguro di poter restare là - ha proseguito l´ex allenatore di Roma, Napoli e Juve -. Sappiamo come va il calcio, oggi sei portato in trionfo, domani sei buttato nella polvere. Mai dire mai e mi godo il momento, anche difficile, augurandomi di poterci salvare perché questo è il nostro scudetto. Quello che è successo l´anno scorso lo dobbiamo cancellare e dobbiamo lottare per salvarci. In Champions League nessuno vuole incontrare le italiane perché sanno tutti quanto siamo bravi tatticamente. A noi è toccato il Siviglia, non è una squadra facile perché negli ultimi tre anni ha vinto l´Europa League. Il mio presidente mi ha detto: «Non mi importa nulla della Champions e della FA Cup, salviamoci». E noi siamo programmati per salvarci".

LA CAVALCATA — Ranieri è poi tornato sul successo del campionato inglese la scorsa stagione con il Leicester. "Vincere la Premier League è stato un grande orgoglio anche perché, dopo l´avventura con la Grecia, per parte della stampa ero uno bollito, finito. Un grande grazie va dato ai giocatori, io mi sono sentito rappresentato dalla mia squadra. Siamo stati bravi ad invertire la tendenza iniziale di prendere sempre gol, a vincere le partite senza subirne e poi è subentrata la fiducia nelle nostre capacità ed è cresciuta la voglia di stare insieme. Il primo obiettivo era fare 40 punti, poi a Natale eravamo primi in classifica. Per togliere pressione alla squadra ho fissato prima l´obiettivo di arrivare in Europa, poi di arrivare in Champions e quando potevamo vincere, eravamo a così poche giornate dalla fine, che non c´era più pressione. Un grazie va dato al presidente del Leicester, una persona con una energia positiva che ha trasmesso a tutto il gruppo ma anche alla mia famiglia che mi supporta da 30 anni. È stato un orgoglio aver rappresentato l´Italia al Leicester".

Fonte: gazzetta.it




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16 gennaio 2017

NEWS NEWS NEWS DI ALESSANDRO LUGLI SPORTS

 

TORINO - Cade di nuovo la Juve, per la quarta volta in trasferta: 2-1 al Franchi di Firenze sotto i colpi croati di Kalinic e Badelj. Un sussulto di Higuain e un assalto finale con cinque attaccanti in campo che non dà i frutti sperati. Male Dybala che si mangia il gol del possibile 2-2, male dietro, male in mezzo dove Marchisio è un fantasma e Pjanic resta in panchina per tutta la partita. Allegri rispolvera il 3-5-2 ma non trova un muro nella BBC (e neppure in Buffon, rientrante) e poi sì, qualche episodio sfavorevole, come il fallo su Alex Sandro nell´azione del primo gol e un paio reclamati per fallo di mano. Ma la squadra di Paulo Sousa vince con merito, perché ci crede, perché va più volte davanti a Buffon e perché ha preparato meglio il match. Allegri deve riflettere sulle scelte e sulle motivazioni dei suoi: se non si gioca con il coltello fra i denti, soprattutto fuori casa, si può perdere. Nonostante il ko, la Juve resta davanti alla Roma e ha ancora una partita da recuperare contro il Crotone, ma questo non è lo spirito giusto per avvicinarsi alla Champions e alla sfida con il Porto. Tocca a Marotta, sul mercato, cercare alcune soluzioni.

PJANIC IN PANCA - Allegri ritrova la BBC (centesimo match insieme per i tre) in difesa e di conseguenza il 3-5-2: Barzagli, Bonucci e Chiellini per fermare gli ardori viola e lascia Pjanic in panchina per Cuadrado. Paulo Sousa, ex che sogna in bianconero, si affida ai suoi talenti Bernardeschi, Chiesa e Kalinic. Franchi pieno e solito clima "ostile" per la Vecchia Signora, nella partita più sentita dell´anno.

KALINIC LA SBLOCCA - Il primo spunto di Higuain, killer all´andata, è al 4´, ma in posizione di fuorigioco. La partita è dura sin dall´avvio, con tackle spietati in mezzo al campo e botte assortite. Buffon?. Chiamato in causa da Vecino, respinge prontamente. Le due gare saltate non l´hanno arrugginito. Ancora l´uruguaiano semina il panico tra i bianconeri dopo azione di Kalinic, ma il tiro in percussione è sull´esterno. Attacca la Fiorentina, sulle ali dell´entusiasmo e sospinta dal pubblico: bel match, applausi e ritmo sostenuto. La Juve soffre un po´ il pressing viola. E Vecino sembra indiavolato, e ispirato. Bravo Buffon in anticipo di piede: insomma, i campioni d´Italia in sofferenza. Higuain, beccato ancora in fuorigioco, si infuria. Dybala si fa vedere su palla da fermo e la Juve restituisce i brividi: tiro di Alex Sandro, tornato dopo l´infortunio in Supercoppa, centrale. Allegri urla perché a centrocampo i contrasti vengono vinti dai viola: vuole più cattiveria dai suoi. E difatti Storari si prende un giallo per un contrasto duro su Bernardeschi. Ammonito anche Vecino a testimonianza dell´agonismo spinto in campo. Stessa sorte per Chiellini. Non bello il match intorno alla mezzora, troppo spezzettato, troppi falli, pochi passaggi illuminanti. Al 36´ Kalinic chiede rigore per un mani, poi al 37´ segna il gol che sblocca la partita su assist di Bernardeschi viziato da fallo per gioco pericolo su Alex Sandro. Buffon battuto, e un po´ sorpreso. Meritato vantaggio per i viola di Paulo Sousa. Al 45´ Higuain chiede rigore su mani in area dopo tiro, ma Olivera prende di coscia. E´ la più grande occasione della Juventus in questo primo tempo.

BADELJ E HIGUAIN, BOTTI - Si ricomincia e la Juve deve cercare il pareggio, giocando più alta. E intanto si scalda Pjanic. Buffon ancora deciso su Bernardeschi, dopo una volata di Olivera. Non è facile trovare spazi per i bianconeri e per di più la Viola va vicino al raddoppio ancora con Kalinic: il capitano si immola sul centravanti croato. Il 2-0 arriva con Chiesa al 9´ su un lancio di Badelj e in anticipo su Alex Sandro. Non chiara la deviazione, ma Buffon comunque è di nuovo battuto. Forse il gol è dello stesso Badelj... Per il diciannovenne figlio d´arte che ha appena allungato il contratto sino al 2021, comunque, una gioia scatenante, stile ultrà: comunque, il suo gesto dice "non l´ho toccata". E il Franchi impazzisce. Ora Allegri deve cambiare qualcosa. Intanto, il Pipita la riapre subito al 13´ con l´aiuto di Sturaro. Higuain spietato ne approfitta. Per l´argentino gol numero 13 in campionato. La Juve passa al 4-4-2 con due esterni che alzandosi lo trasformano in 4-2-4 con l´ingresso di Pjaca per Sturaro al 16´. Adesso i bianconeri tengono il possesso palla e spingono con insistenza alla ricerca del pareggio. La Fiorentina risponde a modo e Chiesa è una spina nel fianco e viene fermato in malomodo. Al 26´ lo portano fuori in barella, poi rientra, quindi nulla di grave, solo un po´ di pretattica poco sportiva. Cristoforo per Bernardeschi al 31´. Buffon è costretto a uscire di piede su un disimpegno azzardato: non la migliore Juve. E´ il momento di Rincon per uno spento Marchisio al 32´. Pjaca entra in area e chiede il rigore per tocco di mano di Gonzalo da distanza ravvicinata. Mandzukic per Barzagli al 34´: tutti dentro per la rimonta. La mischia è paurosa, Higuain di testa e di piede, ma non va. Esce Chiesa, dentro Tello. Giallo per Alex Sandro che ferma Cristoforo con un´entrata al limite. Tello va al tiro, in curva. La Juve riparte di getto, Allegri da bordocampo spinge la squadra. E´ assedio. C´è spazio per Ilicic che sostituisce Borja Valero. La Fiorentina cerca di far passare i minuti, i bianconeri accelerano per rimediare. Giallo per Bonucci che entra su Kalinic. Al 44´ da Mandzukic a Dybala che entra ma davanti a Tatarusanu tira alle stelle. Grandissima occasione per il 2-2 sprecata malamente. Cartellino per gomitata di Kalinic a Cuadrado: rischia l´espulsione. Sei minuti di recupero e lo stadio non apprezza... Allegri è una furia, chiede alla squadra di allargare il gioco. Ilicic si invola su Buffon, ma sbaglia e si porta la palla sul fondo: malo lo sloveno, perlomeno sciupone. E le emozioni continuano. Dybala, non in grande serata, si prende un giallo. E finisce con i viola in trionfo. Per la Juve è la quarta sconfitta. Per l´ex Premier Renzi, in tribuna, il tripudio del tifoso. Per Kalinic, altro che Cina: Firenze lo ama.

LE FORMAZIONI INIZIALI
Fiorentina (4-2-3-1): Tatarusanu; Sanchez, Gonzalo, Astori, Olivera; Badelj, Vecino; Chiesa, B.Valero, Bernardeschi; Kalinic. All. P.Sousa
Juventus (3-5-2): Buffon; Barzagli, Bonucci, Chiellini; Cuadrado, Khedira, Marchisio, Sturaro, A. Sandro; Dybala, Higuain. All. Allegri

Fonte: tuttosport.com



Impresa del Siviglia che batte 2-1 in rimonta il Real Madrid al Ramon Sanchez Pizjuan e riapre la Liga: le merengues restano in testa ma ora sono solo a +1 sulla squadra di Sampaoli e a +2 sul Barcellona. Colpito al 67´ da Cristiano Ronaldo, a segno su rigore, il Siviglia ribalta tutto nel finale: autorete di Sergio Ramos all´85´ e prodezza di Jovetic al 92´. Il Real interrompe così a 40 la striscia di partite consecutive senza sconfitte.
Le due squadre si ritrovano di fronte tre giorni dopo lo spettacolare 3-3 nel ritorno degli ottavi di finale di Coppa del Re: giovedì sera era stato il Real a rimontare lo svantaggio nei minuti finali, stavolta è il Siviglia a fare festa in extremis. Dopo un primo tempo piuttosto bloccato, con Ronaldo che al 40´ si divora l´1-0 sparando a lato un assist d´oro di Benzema, le merengues sbloccano il risultato al 65´: Carvajal approfitta di un errore di Escudero ed entra in area a tutta velocità, Rico lo stende ed è rigore. Dagli undici metri CR7 non sbaglia e timbra il gol stagionale numero 12 in Liga. La partita sembra indirizzata ma all´85´ il Siviglia trova un regalo inatteso: punizione dalla destra di Sarabia e Sergio Ramos, nel tentativo di anticipare Ben Yedder, trafigge Navas di testa firmando una clamorosa autorete. Il Real sbanda e al 92´ il Ramon Sanchez Pizjuan esplode di gioia: Jovetic, entrato al 69´ al posto di Vazquez, avanza indisturbato sulla trequarti e, arrivato ai venti metri, lascia partire un destro a giro che sorprende Navas. Per il montenegrino ex Inter seconda presenza con la maglia del Siviglia e seconda rete. E´ il gol che piega il Real Madrid e spezza la sua imbattibilità ed è soprattutto il gol che riapre la Liga anche se le merengues, rispetto alle inseguitrici, hanno giocato una partita in meno.

Nelle altre gare di giornata boccata d´ossigeno per il Valencia che riassapora il gusto della vittoria dopo tre mesi di astinenza battendo 2-1 l´Espanyol al Mestalla: segnano l´ex interista Montoya e Santi Mina, agli ospiti non basta una rete firmata nel finale da David Lopez (ex Napoli). Sorride il Celta Vigo che piega di misura l´Alaves (in dieci dal 46´ per l´espulsione di Feddal): decide Radoja all´89´.

Torna al successo anche l´Eibar che si impone 3-2 a Gijon contro lo Sporting. Primo tempo scoppiettante: Carmona risponde a un rigore di Adrian, poi Leon e Luna portano la squadra di Mendilibar sul 3-1. Nella ripresa lo Sporting accorcia con Cases ma non riesce a completare la rimonta incassando così la quarta sconfitta di fila. In coda finisce 1-1 Granada-Osasuna, sfida delicatissima tra la penultima e ultima in classifica, ed è un pari che serve poco a entrambe: ospiti in vantaggio al 12´ con Riera, il Granada pareggia con Kravets al 69´ e resta in nove per le espulsioni di Agbo (73´) e Ponce (95´).

Fonte: sportmediaset.mediaset.it




"L´ Associazione Club Genoani, rimborserà il costo del biglietto ai tifosi che erano presenti a Cagliari, unici e veri protagonisti della trasferta in terra sarda, che dopo essersi sobbarcati ore e ore di viaggio e relativi costi, hanno dovuto essere testimoni dello scempio che si è visto in campo". Lo hanno deciso i vertici dell´Acg al termine della sconfitta per 4-1 col Cagliari. "Siamo rammaricati per quello che si è visto sul campo, sicuramente non in linea con le speranze e le aspettative dei nostri club associati - ha spiegato il direttivo -. Quello che abbiamo visto non ci è piaciuto per niente e non solo per il risultato finale, non vogliamo incolpare nessuno in maniera preventiva, sennò poi finisce che qualcuno si offende e fa dichiarazioni farneticanti come in passato, ma vogliamo esprimere il nostro dissenso su come si sta procedendo in questo periodo. Noi facciamo i tifosi, ce lo siamo ripromesso questa estate, la società faccia la società".

Fonte: ansa.it



"Quello che farò non è uno spettacolo, è un racconto di quello che Maradona ha dentro, che era nella testa di ogni tifoso del Napoli. Questo non credo l´abbia mai pensato un altro giocatore". Sorride emozionato Diego Armando Maradona, felpa e capellino in testa, nella breve conferenza stampa di presentazione di ´Tre volte Dieci live´, lo show che domani lo vedrà protagonista sul palco del teatro San Carlo di Napoli, diretto da Alessandro Siani, una produzione Best Live che in primavera sarà trasmessa in esclusiva da Nove, la rete generalista di Discovery . "Racconterò tutto quello che ho nel mio cuore, non lascerò nulla per me - promette Maradona - Io so che i napoletani capiranno tutto quello che dirò".

A distanza di trent´anni dal primo scudetto degli azzurri, con il sindaco Luigi de Magistris che lo ha già invitato per festeggiare l´anniversario di quel 10 maggio 1987, Maradona si sente ancora napoletano. "Mi continua a sorprendere, ci sono ragazzini che non mi hanno mai visto ma che si commuovono e piangono per fare una foto con me. Dopo trenta anni continua lo stesso amore, è come la prima donna", confessa. "Vorrei ringraziare Siani che ha creduto in me, perché dire ´Maradona al San Carlo´ era ´ma quando mai´. Il teatro più bello del mondo senza alcun dubbio lo abbiamo noi napoletani. Gli altri saranno buoni, belli ma non hanno il San Carlo", risponde alle polemiche che hanno accompagno il suo esordio sul blasonato palco del teatro partenopeo.

"Venire al San Carlo è soprattutto la possibilità di abbracciare i napoletani e su questo Diego non si tira mai indietro, che sia un teatro, lo stadio San Paolo o una viuzza", assicura Siani. "Ieri qui fuori l´hotel Vesuvio ho visto scene che non dimenticherò mai, ho visto bambini di dieci undici anni con le lacrime agli occhi - racconta - e ho detto a Diego che quelle sono lacrime che non si asciugano, si passano di generazione in generazione". Per l´artista, che è anche autore dello spettacolo, "Napoli è una città che aveva rassegnazione negli occhi ma nel 1984 Diego è riuscito a cambiare lo spirito di questa città, ci ha dato la forza di dire ´si può vincere´".

Lo ricorda anche Maradona: "Noi continuiamo ad avere l´illusione dello scudetto perché un giorno io ho detto a un presidente che Napoli si meritava una squadra per vincere lo scudetto". Un discorso ambientato al passato, che ha anche il sapore del futuro. Ieri sera Diego ha incontrato il patron del Napoli, Aurelio de Laurentiis: "Prima devo risolvere i problemi miei in Italia e poi potrò lavorare per il Napoli in Italia e nel mondo. Io vorrei una squadra vincente, che possa giocare a tu per tu con la Juve, il Milan e la Roma. Oggi il presidente è un esperto di calcio", ha detto ai microfoni di Sky Sport.

Ma è il ricordo dei tempi con addosso la maglia azzurra ad occupare la scena in questa venuta a Napoli, a tre anni dalla precedente, che è davvero un tuffo nel passato: "Io venivo dal Barcellona, potevamo vincere, pareggiare, perdere. Ma quando sono arrivato a Napoli ho detto ´qui non posso perdere, qui devo vincere´. Un giorno giocavamo Napoli-Cremonese, una partita in cui non ci si giocava nulla, c´erano 80mila persone: ho capito che dovevamo fare una squadra per vincere lo scudetto. E quella stessa sera mi sono detto ´Se non gioco per lo scudetto non gioco più´, mi sarei vergognato ad avere 80mila persone per non vincere. Per quello abbiamo fatto uno squadrone con cui andavano a Milano a vincere, a Torino gliene facevamo cinque, a Roma andavamo alla grande", ride.

Poi ricorda con orgoglio lo sconfinato amore dei napoletani: "Per me era una cosa strana, io davo la palla ai miei compagni facevo assist, loro facevano gol, crossavo dietro la davo al mio compagno e faceva gol. Per la gente era diverso, all´84-85simo la gente cantava ´vulimm´ o gol e Maradò´. La gente voleva il mio gol". I gol, quelli della stagione ´86-´87, domani saranno proiettati sul palco del San Carlo. Dove, oltre a Diego, saliranno anche Peppe Lanzetta, Maurizio de Giovanni, il magistrato Catello Maresca, il rapper Clementino, Lina Sastri che canterà Napul´è, Gianni Minà, vecchi compagni di squadra, lo storico massaggiatore del Napoli Carmando . Della squadra attuale sono attesi in platea Lorenzo Insigne e Pepe Reina, oltre a De Laurentiis. "Vorrei che questo spettacolo fosse il via per i festeggiamenti dei trent´anni dello scudetto - confessa Siani - sogno una cosa in grande stile, come il Super Bowl. Naturalmente al San Paolo".

Fonte: lapresse.it




TORINO - Domanda diretta, risposta diretta. Boniek, vede i bianconeri competitivi anche per vincere la Champions? "No. Devono ancora crescere e aumentare il livello di competitività, pur se può sempre succedere di tutto. Se devo esprimere una risposta secca dico di no". L´ha detto il presidente della federcalcio polacca ed ex attaccante di Juventus e Roma sulle frequenze di Radio Onda Libera.

SU FIORENTINA-JUVENTUS - "Ho visto la partita. Il Franchi è sempre un campo difficile per la Juve. Mi è piaciuto Chiesa che non conoscevo: è più veloce del padre che era forte. Un lieve calo c´è, ma i bianconeri restano i più forti del campionato e conservano un margine di 4 punti se vincono a Crotone".

Fonte: tuttosport.com



Ramon Rodríguez Verdejo, detto Monchi, si avvicina alla Roma. Potrebbe essere lui, oggi direttore sportivo del Siviglia, a prendere l´eredità di Walter Sabatini come futuro uomo mercato del club giallorosso. Una conferma indiretta arriva oggi dalle parole del presidente del club andaliso, José Castro Carmona, che ha parlato ai microfoni di Cadena Ser.

«Non si può obbligare qualcuno a restare dove non vuole stare», ha detto Castro che ha parlato subito dopo la vittoria del Siviglia sul Real che proietta la squadra allenata da Jorge Sampaoli al secondo posto nella Liga.
Le parole di Monchi

PIEDI PER TERRA - «Siamo molto contenti ma dobbiamo tenere i piedi per terra - ha aggiunto - la Liga non è per noi, ma di Real Madrid e Barcellona. Noi siamo realisti e il nostro obiettivo è quello di qualificarci per la Champions League», ha concluso.

Fonte: corrieredellosport.it




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15 gennaio 2017

news news news sports

Il Bologna ha battuto il Crotone in trasferta per 1-0 nel primo anticipo della 1/a giornata di ritorno. Rete di Dzemaili al 51'

51': Crotone-Bologna 0-1, gol di Dzemaili con un diagonale di destro da fuori area

Crotone-Bologna 0-0 fine primo tempo

Donadoni, adesso scalare classifica. Nicola: nostro campionato non è finito, stupido non provarci - "Adesso dobbiamo iniziare a scalare posizioni in classifica". Così Roberto Donadoni, allenatore del Bologna, commentando la vittoria di oggi sul campo del Crotone. "Questo risultato - aggiunge - è importante e ci dice appunto che non possiamo accontentarci di mantenere la posizione, anzi possiamo scalare la classifica. Possiamo giocarcela a viso aperto con tutti". Per il tecnico del Bologna la vittoria sui calabresi è stata frutto "di un diverso atteggiamento di carica agonistica tra il primo ed il secondo tempo. Abbiamo fatto i secondi 45 minuti con più intraprendenza e devo elogiare chi é subentrato. Dopo il vantaggio siamo stati bravi a gestire la gara sfiorando il raddoppio". Davide Nicola arriva con molto ritardo in sala stampa. "Il nostro campionato - dice - non è finito, mancano ancora 19 gare sarebbe da stupidi non provarci". Sull'ennesima sconfitta l'allenatore del Crotone ripete la stessa storia delle precedenti 14 partita. "Era una gara - sostiene Nicola - che per come si era messa non pensavamo di poter perdere. Abbiamo concesso poco e siamo stati puniti nell'unica occasione che abbiamo lasciato loro. Abbiamo anche provato con Palladino dietro le punte. Credo che nessuno possa dire che non abbiamo provato a vincerla".




L'Inter ha battuto il Chievo per 3-1 nel secondo anticipo della 20/a giornata di serie A. In vantaggio il Chievo al 34' con Pellissier, pareggio di Icardi al 69', poi Perisic all'86' e Eder al 93' completano la rimonta. Nell'Inter esordio dal primo minuto del neo acquisto Gagliardini

93': Inter-Chievo 3-1 Eder chiude la partita

86': Inter-Chievo 2-1: Perisic entra in area e segna di destro in diagonale

69': Inter-Chievo 1-1. Icardi mette in rete su cross di Candreva

Fine primo tempo: Inter-Chievo 0-1

34': Inter-Chievo 0-1, Pellissier mette in rete al volo su angolo di Birsa




Genoa trascinata alla quarta sconfitta consecutiva dall'ex Borriello. Quattro (a uno) anche i gol dei rossoblu sardi. E il Cagliari, non il Grifone, vola con il suo bomber, autore di una doppietta e sempre presente e decisivo in tutte le altre segnature. Ora Borriello è a quota nove nella classifica marcatori. Che ci sia qualche problema nel Genoa è evidente. Oggi la squadra di Juric, dopo un avvio così così, era riuscita anche ad andare in vantaggio con Simeone. Poi un po' è cresciuto il Cagliari, un po' il Genoa si è cancellato da solo. Specie nel secondo tempo: in avvio di ripresa, pure in vantaggio, sono stati i padroni di casa a tirare a raffica verso la porta di Lamanna. Squadra di Rastelli in ripresa. Ma questo si era già visto anche con il Milan. Non si sono sentite- o meglio sono state ben mascherate- le assenze di Alves e Padoin.

al 18' st, Farias realizza il rigore assegnato da Fabbri per il fallo subito da Murru, steso da Izzo. ANSA

al 14' st, si assiste a un batti e ribatti in area con un grande Lamanna, sull'ultima ribattuta Borriello insacca.

al 43' pt, rinvio di Cofie in area, che sbatte sul ginocchio di Pedro e nel rimpallo la sfera finisce in rete.

al 39' pt, su una respinta di Lamanna, Borriello capisce tutto e come un falco, da due passi, la mette in rete.

Al 28' pt, Edenilson scambia con Cataldi. Cross al centro, Simeone si inserisce bene di testa battendo Rafael

CAGLIARI- Formazione: Rafael, Isla, Capuano, Ceppitelli, Murru, Barella, Di Gennaro, Dessena, Joao Pedro, Borriello, Farias

GENOA- Formazione: Lamanna; Munoz, Burdisso, Izzo; Edenilson, Cofie, Cataldi, Laxalt; Ocampos, Rigoni; Simeone




(ANSA) -La Roma si riporta a un punto virtuale dalla vetta in attesa del clou serale Fiorentina-Juventus e del posticipo di domani Torino-Milan. I giallorossi, cambiata pelle, ottengono con giudizio e disciplina il secondo successo di misura in trasferta, con l'Udinese, pur con molte defezioni e uno Dzeko che ha sbagliato un rigore e altre ghiotte occasioni. Ma la classifica rimane inalterata perche' il Napoli nella ripresa prende le misure del Pescara con facilita' e mantiene un punto di vantaggio sulla Lazio che ha il compito piu' difficile, quello di regolare l'Atalanta: ci riesce alla distanza e in recupero al termine di una gara godibile, animata e spettacolare. Gli esperti Matri e Borriello con una doppietta trascinano al successo Sassuolo e Cagliari mentre la Samp non riesce a sfondare il muro dell'Empoli che recrimina per un rigore non trasformato da Mchedlidze.



(ANSA) -''È stata una partita difficile, ma alla fine sono venute fuori le nostre qualità'': così Dries Mertens ai microfoni di Sky Sport commenta il successo contro il Pescara con il belga che ha segnato il gol numero 50 con la maglia del Napoli. "Non capisco perché il Pescara sia così in basso in classifica - le parole di Mertens - perché giocano veramente bene ed hanno giocatori di qualità. Era una gara difficile ma alla fine abbiamo fatto bene. Maradona? E' molto importante per i napoletani, in questi giorni ho visto solo filmati di Maradona. Speriamo di vederlo", ha concluso.




(ANSA) - "Trovo ci sia disequilibrio tra il rapporto tra gli arbitri con gli allenatori delle grandi squadre e quello con gli allenatori delle piccole: vedo che quando quelli delle grandi si lamentano gli arbitri vanno a dargli una pacca sulla spalla e si chiariscono. A me non succede: oggi ho solo detto che non ci fischiava niente e sono stato espulso".
Così il tecnico del Pescara, Massimo Oddo, a Premium dopo la sconfitta di Napoli. "Questo non c'entra nulla con il cammino della squadra - aggiunge - è una questione di educazione in campo: il quarto uomo non ti guarda nemmeno in faccia, sta lì solo a richiamarti se esci di dieci centimetri dall'area tecnica. Se si assottigliano le possibilità di salvezza? Noi ci crediamo ancora: abbiamo un obiettivo e lo perseguiremo. A Napoli si può anche perdere: oggi eravamo in emergenza, quasi come in un film di Lino Banfi. Ma non siamo venuti a chiuderci, abbiamo provato ad aggredirli e a giocarcela: ce la giocheremo così fino in fondo".



(ANSA) - ''Ieri sera ho incontrato Aurelio de Laurentiis. Prima devo risolvere i miei problemi con l'Italia poi voglio portare il Napoli nel mondo'': così Diego Armando Maradona ai microfoni di Sky, parla di un suo possibile ruolo nel Napoli del futuro.




(ANSA) -''Se il Napoli oggi può avere l' illusione dello scudetto e' perché un giorno io decisi che questa doveva essere una squadra da scudetto. Lo dissi a un presidente''. Parla di passato e presente Diego Armando Maradona presentando in conferenza stampa lo spettacolo di Alessandro Siani che lo vedrà domani sera protagonista al San Carlo. "Dopo una partita con la Cremonese a inizio stagione che non contava nulla - ricorda Maradona - ma che richiamo' 80mila spettatori, capii che qui che bisognava giocare per lo scudetto.
Venivo dal Barcellona e lì potevi vincere pareggiare o perdere, ma qui a Napoli non posso perdere, mi dissi quella volta. E andammo a vincere ovunque, in casa della Juve, dell'Inter, a Roma. Stanotte ho ripensato a tante cose, tante me sono tornate in mente e le racconterò a teatro, più che uno spettacolo sarà un racconto''. "Quando Napoli chiama Diego risponde sempre", ha chiosato Alessandro Siani.




(ANSA) - ''Per i napoletani sono come la prima donna amata, qualcosa che non si dimentica mai'': Diego Armando Maradona, ai microfoni di Sky parla dell'entusiasmo che accompagna il suo ritorno a Napoli. ''E' emozionante vedere come l'amore per me si tramandi di padre in figlio - ha aggiunto - ho visto giovani che non erano nati quando io giocavo, piangere per farsi una fotografia con me''.




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14 gennaio 2017

NEWS NEWS NEWS DI ALESSANDRO LUGLI SPORTS

 

(ANSA) - Adriano Galliani stava per lasciare il Milan tre anni fa per un'esperienza in Cina, e fra qualche settimana l'addio potrebbe concretizzarsi, se e quando il club finirà in mani cinesi. "A fine 2013 avevo dato le dimissioni, avevo una grande offerta per andare in Cina - ha spiegato l'ad rossonero, ospite di Deejay Football Club, confermando che c'è stato un momento in cui si è sentito lontano dal Milan, quando esplose il conflitto con Barbara Berlusconi -. Poi il mio maestro mi ha detto che non potevo andare via e io ho risposto come Garibaldi, 'obbedisco'". Tre anni dopo Silvio Berlusconi si appresta a vendere ai cinesi guidati da Sino-Europe Sports. "Ma non erano questi cinesi, erano altri. Quelli forse li conoscevo, questi non li conosco" Galliani esclude un futuro da presidente della Lega Serie A. "No, non mi eccita. Preferisco di più vedere una partita di ragazzini di 12 anni. Al momento non posso vivere senza una partita di calcio, preferisco una gara di 3/a categoria a un'assemblea di Lega".





(ANSA) -Sorpresa nella lista dei convocati dell'Atalanta in vista della trasferta con la Lazio. Il portiere di riserva Davide Bassi ha dovuto dare forfait per un attacco febbrile lasciando il posto a Emanuele Suagher. Il difensore centrale classe '92 era inattivo da inizio stagione e fuori dalla lista dei 25 senior (modificabile a calciomercato invernale aperto) perché reduce dalla convalescenza per il seconda lesione in carriera al crociato anteriore destro, rotto il 31 gennaio 2015 in Carpi-Crotone e successivamente il 23 luglio scorso in allenamento proprio dopo il rientro dal prestito semestrale in Emilia. Regolarmente nei 23 Pierluigi Gollini, portiere arrivato in prestito dall'Aston Villa.




(ANSA) - "Reina? E' stato furbo, ma Maradona che ci ha vinto un mondiale è stato un vero genio". Scherza Marco Giampaolo, tecnico della Sampdoria, alla vigilia della gara con l'Empoli tornando su quanto accaduto la settimana scorsa al San Paolo nella gara col Napoli. Nel mirino sempre il presunto contatto tra il portiere Reina e il difensore della Sampdoria Silvestre che per quel gesto rimediò la seconda ammonizione e l'espulsione. Un rosso che ha portato alla squalifica nella gara di domani per Silvestre mentre per il portiere del Napoli non è stata applicata la prova televisiva. E allora il pensiero va al gesto di Diego Armando Maradona che nei mondiali del 1986 in Messico segnò un gol di mano all'Inghilterra.



(ANSA) -Dopo la vittoria di sabato scorso sul Palermo il tecnico dell'Empoli Giovanni Martusciello cerca continuità nella trasferta di Genova contro la Sampdoria.
"Mi aspetto una prestazione di sostanza, qualità e personalità - dice l'allenatore. Dobbiamo trovare continuità nei risultati" Sarà una nuova sfida al suo predecessore Giampaolo: "E' stato importante lavorare con lui, è un allenatore che sa fare calcio e lo dimostra quello che sta facendo alla Sampdoria. E' stato bravo a trasmettere questo tipo di ordine. Mi fa piacere ritrovarlo". L'Empoli ritrova Costa in difesa: "Ha fatto quattro allenamenti, non mi ha riempito gli occhi ma devo comunque confrontarmi con lui - dice Martusciello - ma in linea di massima penso di riproporre la stessa linea difensiva. Adesso inizia il girone di ritorno e fare punti è molto più difficile.
I margini di errore sono limitati, dovremo avere le stesse reazioni degli ultimi due mesi. Se alziamo la testa rischiamo di essere schiacciati".




(ANSA) - Cyril Thereau dietro a un bancone da bar a preparare caffè; Emmanuel Badu in un laboratorio di pasticceria alle prese con torte e bignè; o Simone Scuffet a staccare biglietti alla cassa di un cinema. Mentre il barista, il pasticcere e la cassiera legittimi titolari di quell'impiego si godono allo stadio gli allenamenti o la partita dell'Udinese.
È ciò che potrà accadere con "Dacia the Swap", l'iniziativa che il club bianconero e il suo main sponsor hanno lanciato per consentire a tutti coloro che, per il tipo d'impiego che svolgono, sono impossibilitati a seguire la loro squadra del cuore o vi riescono compiendo grossi sacrifici.
Dal 16 gennaio al 6 febbraio tutti i lavoratori tra i 18 e i 40 anni potranno raccontare sul sito www.daciatheswap.it come ogni giorno s'impegnino al massimo sul lavoro cercando di non trascurare le proprie passioni. Gli autori delle "storie" migliori saranno premiati con un vero e proprio scambio di un giorno (uno "swap" appunto) con un calciatore.






A Napoli arriva il Pescara e Sarri non si fida della classifica. "Quest'anno è la squadra che ci ha messo più in difficoltà - ha spiegato -. Dobbiamo fare una partita di livello e umiltà". Poi sugli attaccanti: "Pavoletti non è ancora pronto per i 90' e il ritorno di Milik è ancora teorico, gli servirà tempo per entrare in condizione. Gabbiadini? Per me non è cambiato nulla". Poi sull'arrivo di Maradona a Napoli: "Speriamo venga al San Paolo".


LE PAROLE DI SARRI

Ostacolo Pescara
"E' la squadra che ci ha messo più in difficoltà quest'anno, l'ha fatto con noi, ma anche con Milan e Roma se ricordiamo le partite. Di quelle di bassa classifica è quella con maggiore palleggio e che crea più problemi. Dobbiamo fare una partita di livello e umiltà".

Il ritorno di Milik
"Al momento è puramente teorico. E' stato dichiarato guarito, ma deve compiere ancora un percorso e dovremo vedere in quanto tempo riuscirà a mettersi alla pari con gli altri. Ha grande dedizione e professionalità e speriamo che anche per il recupero sportivo ci siano tempi contenuti".

Maradona a Napoli
"Maradona secondo me sta bene dentro uno stadio. Vederlo dentro al San Paolo sarebbe superiore piuttosto che vederlo in un teatro. Lui ha le chiavi del San Paolo. Sceglierà lui se venire o meno. Sarebbe emozionante vederlo".

Squadra giovane e futuro luminoso
"E' sempre difficile parlare di periodi lunghi. Abbiamo qualche giocatore esperto, ma ci sono tanti giovani. Teoricamente potremmo avere un ciclo di qualche anno di livello, poi per capire quale dipenderà dalla crescita che avranno i giovani".

Mertens, Pavoletti e Gabbiadini
"Pavoletti non è ancora una scelta. Arriva da un periodo di inattività abbastanza lungo. I dieci minuti dell'altro giorno erano doverosi per fargli fare qualche minuto in campo. E' pronto per piccoli spezzoni, ma deve lavorare ancora. Non è pronto per novanta minuti, non ha ancora solidità nelle gambe. Facciamolo allenare e al momento non è giusto dargli responsabilità. Ha grande professionalità e voglia. Gabbiadini sarà utilizzato come nelle ultime partite, per me non è cambiato assolutamente niente rispetto a quattro giorni fa".

Chiriches e Strinic
"Strinic ha avuto solo un inizio di crampi ed è completamente recuperato. Vlad ha invece ancora qualche fastidio e vediamo oggi come sta".

Obiettivi dei prossimi mesi
"L'unico modo per andare avanti è presentare le singolare gare, rendendo il 101%, un obiettivo straordinario perchè poche squadre ci riescono. In campionato c'è il Pescara, in Coppa la Fiorentina e in Champions Real, questi i nostri obiettivi"

Sul mercato
"La Befana è passata, Babbo Natale anche, non mi aspetto più niente"

I sogni dei tifosi
"Numericamente siamo la quinta squadra del campionato, ma non è detto che vogliamo arrivare quinti... così come in Champions non è detto che vogliamo fare la cenerentola e così come in Coppa Italia ci sono club più forti ma non è detto che non vogliamo arrivare in finale. I sogni dei tifosi sono anche i nostri".




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13 gennaio 2017

new news news sport notizie incredibili

Il Milan si riprende la Juve, rimontando il Toro. Granata eliminati in tre minuti, fra il 16´ e il 18´ della ripresa, quando pensavano che il solito canto del Gallo bastasse per conquistare San Siro. Il Milan passa 2-1, con i gol di Kucka e Bonaventura, al termine di una gara combattuta fino al 97´, quando Donnarumma para su Ljajic. Belotti aveva illuso i suoi sotto nevischio, freddo e gelo. Due fiammate da squadra matura e Suso che cresce di tono nel momento giusto puniscono un Toro che si rende colpevole, come spesso gli accade , di qualche stecca all´interno di uno spartito che sembra ben studiato. Nonostante un buon primo tempo, le vie dell´Europa devono essere trovate altrove, Montella ritroverà Allegri, allo Stadium. Ancora sfavorito, ma chissà…

VANTAGGIO GRANATA — Formazioni speculari nel modulo di partenza (4-3-3) e anche nei ripiegamenti difensivi, quando la linea dei centrocampisti diventa a cinque con il sacrificio degli attaccanti esterni. Dopo un inizio di predominio territoriale granata, che colleziona corner, gli stili di gioco delle due squadre si discostano radicalmente, con il Milan che prova un possesso di palla aggirante, che porta solo a un paio di tiri (Bertolacci parato sullo 0-0 e Kucka da fuori, già sotto 1-0), e il Torino che va in verticale, con quello che un tempo, e forse anche oggi, si chiamava contropiede. Proprio da un ribaltamento di fronte immediato, al 27´, nasce il vantaggio granata. Lo strappo è di Iturbe, tanto cercato e volenteroso quanto impreciso: nell´occasione non sbaglia, porta palla e serve in profondità Benassi. Cross basso e Belotti è puntuale: 1-0.

RIBALTONE ROSSONERO — Il vantaggio granata sembra cristallizzare il copione, con la squadra di Mihajlovic pronta a sfruttare gli spazi, invece in tre minuti cambia tutto. Hart, con una vistosa fasciatura alla testa dopo un colpo ricevuto da Lapadula, respinge corto un tiro di Suso (al primo lampo del suo match), Bonaventura raccoglie e crossa sul secondo palo per Kucka, che pareggia. Due minuti dopo ritroviamo due dei protagonisti di questa azione: stavolta crossa Suso, Bonaventura colpisce al volo e infila un gran gol, che ribalta tutto. Il Toro che “vedeva” il derby si trova a dover inseguire, Belotti ha subito una palla buona ancora in contropiede, ma Donnarumma gli chiude lo specchio alla grande.

MILAN-JUVE ALLA BELLA — Il Toro saluta, nonostante una gara in cui aveva ritrovato le giocate di Ljajic e limitato al minimo le palle giocabili per Lapadula, centravanti scelto da Montella al posto di Bacca (come gli chiedono al supermercato). La squadra di Mihajlovic a lungo lotta su ogni pallone, ispirata dal solito Belotti, e riparte bene. Commette però anche tanti errori di appoggio, come quelli di Barreca (primo tempo) e Obi (finale) che due volte rischiano di lanciare Bonaventura verso il gol. Quando il terzino si fa cacciare per somma di ammonizioni il Milan ci crede. Quando Lapadula al 95´ salta il portiere ma centra Moretti il pubblico rossonero si dispera. Quando passano sette lunghi minuti di recupero diventa ufficiale un altro incrocio con la Juve in una coppa: recentemente, siamo 1-1. La bella non varrà una medaglia, ma solo una semifinale.

Fonte: gazzetta.it

NAPOLI – Dopo l´arrivo di Pavoletti e del giovane Leandrinho ora il Napoli pensa alle cessioni e apre le porte in uscita. E se con la valigia già in mano c´è l´attaccante Manolo Gabbiadini, valutato dal club 20 milioni e al centro di una vera e propria asta in Inghilterra (West Bromwich Albion favorito su Everton, Southampton e Leicester), potrebbero lasciare la squadra di Maurizio Sarri anche El Kaddouri e Giaccheirni. Per il centrocampista, che piace al Pescara, è forte il pressing dell´Empoli mentre per il jolly di fascia, oltre a i sondaggi di Roma e Bologna, sarebbe arrivata un´offerta dalla Spagna, precisamente dal Celta Vigo.

Se dovessero concretizzarsi queste partenze, soprattutto la seconda, si aprirebbe un posto sulle corsie esterne e a quel punto il Napoli tornerebbe a lanciare l´assalto sul 19enne Orsolini dell´Ascoli per il quale la Juventus è però balzata in pole negli ultimi giorni. La dirigenza campana comunque, con il presidente De Laurentiis in testa, non si arrende e fino all´ultimo proverà a strappare ai campioni d´Italia il calciatore rivelazione della prima parte di campionato in Serie B.

Fonte: corrieredellosport.it

Il Bayern Monaco ha rotto gli indugi: il futuro di Coman è segnato. I tedeschi hanno informato la Juventus che faranno scattare il diritto di riscatto, nelle casse dei bianconeri stanno per arrivare 21 milioni come pattuito al momento del trasferimento da Torino a Monaco di Baviera.

IL VERTICE — Ieri pomeriggio, infatti, a Palazzo Parigi a Milano, l´a.d. della Juve Marotta ha incontrato il manager Branchini, intermediario per conto del Bayern. In agenda il futuro di Kingslay Coman: la Juve ha ricevuto rassicurazioni ufficiali da parte del Bayern Monaco che manterrà l´impegno di riscattare il talentino francese: i baveresi verseranno altri 21 milioni di euro dopo i 7 già incassati per il prestito biennale.

Fonte: gazzetta.it

La rete segnata in pieno recupero da Karim Benzema permette al Real Madrid di evitare la sconfitta con il Siviglia (3-3) nella gara di ritorno degli ottavi di finale di Coppa del Re e di realizzare il nuovo record spagnolo di partite senza sconfitte con 40 risultati utili consecutivi, superando il primato del Barcellona versione 2015/16. I ´blancos´, che avevano già ipotecato il passaggio del turno vincendo 3-0 la partita d´andata, hanno rimontato dal 3-1 al 3-3 grazie al rigore di Sergio Ramos e alla rete dello stesso Benzema. Per gli andalusi subito a segno il nuovo acquisto Stevan Jovetic, autore del gol del momentaneo 2-1.

Fonte: lapresse.it




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11 gennaio 2017

NEWS NEWS NEWS sport

I partenopei superano le Aquile di Di Carlo grazie alle reti di Zielinski, Giaccherini e Gabbiadini: inutile il momentaneo pareggio di Piccolo, l´ex Genoa rompe il ghiaccio ma si divora un gol.

La cronaca della partita
Pronti-via e il Napoli passa in vantaggio: Zielinski trova un varco centrale e s´invola palla al piede per poi battere Chichizola con il destro. I partenopei controllano agevolmente il possesso e Maggio serve Giaccherini che mette la sfera in mezzo: De Col, per anticipare Insigne, colpisce il palo ma evita comunque il gol con un po´ di fortuna. Lo stesso Zielinski, di testa, impegna Chichizola mentre il tiro a giro di Insigne, sull´assist di tacco di Gabbiadini, termina sul fondo. Maggiore trova una deviazione di Maksimovic e per poco non beffa Rafael, ma è il preludio al gol del pareggio: Piu sfonda sulla sinistra e crossa al centro, Rafael respinge con i pugni ma Piccolo raccoglie e calcia. Il tocco di Albiol non lascia scampo al suo portiere.

Nella ripresa, Gabbiadini prende la mira con il diagonale mancino e al 56´ arriva il 2-1: cross vellutato di Insigne e destro al volo imparabile di Giaccherini. Un minuto dopo Rog fa una grandissima giocata sulla destra e consente a Gabbiadini di depositare a porta vuota con il petto. Valentini, su cross di Migliore, sfiora il 2-3 di testa e, nel finale, Pavoletti si divora un gol fatto dopo la combinazione da manuale tra Giaccherini e Callejon.

La statistica chiave
3 - Terzo gol consecutivo per Gabbiadini tra campionato e Coppa Italia. Zielinski ha segnato la sua terza rete in stagione.
La dichiarazione
Piotr Zielinski: "Siamo contenti di aver vinto questa partita, l´obiettivo era passare il turno. Ora pensiamo al Pescara, non è ancora il momento di pensare al Real Madrid".
Il tabellino
Napoli (4-3-3): Rafael; Maggio, Albiol, Maksimovic, Strinic (78´ Hysaj); Rog, Diawara, Zielinski; Giaccherini, Gabbiadini (81´ Pavoletti), Insigne (61´ Callejon). All. Calzona
Spezia (3-4-1-2): Chichizola; Terzi, Valentini, Ceccaroni (66´ Pulzetti); Migliore, Deiola, Maggiore, De Col; Piccolo (66´ Granoche); Baez (73´ Mastinu), Piu. All. Di Carlo
Arbitro: Luca Pairetto della Sezione di Nichelino
Gol: 3´ Zielinski (N), 35´ Piccolo (S), 56´ Giaccherini (N), 57´ Gabbiadini (N)

Fonte: it.eurosport.com



"C´erano molti dubbi sul sottoscritto, sono state fatte molte campagne contro di me, dentro e fuori dal calcio. Volevano colpirmi da tutti i lati ma la verità è che il Best Award è andato al migliore, cioè a me". Cristiano Ronaldo, il giorno dopo il Gala di Zurigo che lo ha visto salire sul palco come Giocatore dell´anno, si toglie qualche sassolino dalla scarpa.
"MASCHERARE ALTRI" — Il 2016 è stato un anno di grazia per l´attaccante del Real Madrid, che ha vinto Champions, Mondiale per club ed Europeo, ma a dicembre il suo nome è finito al centro delle rivelazioni di "Football Leaks" per una presunta frode fiscale da decine di milioni di euro. "Volevano farmi apparire cattivo - le sue parole alla radio Cadena Cope - ma come ho già detto, ´chi non deve, non teme´. Come sempre, ho tappato qualche bocca ancora una volta". Le accuse sul piano fiscale "mi danno fastidio - continua Ronaldo - perché sono una persona che fa le cose per bene, che aiuta tanta gente. Il premio di cui vado più orgoglioso nel mio museo è quello che mi è stato dato per le mie attività sul versante della beneficenza. Eppure c´è gente che vuole colpirmi per mascherare le cose brutte che fanno altri. Ma alla fine la giustizia prevale sempre, per cui aspettiamo e vediamo".

Fonte: gazzetta.it



Lo snowboard azzurro regala il primo acuto della stagione agonistica. Christoph Mick ha vinto lo slalom parallelo di Coppa del Mondo che si è disputato a Bad Gastein, in Austria, precedendo lo svizzero Fluetsch. Terzo l´austriaco Prommegger. Per Mick, protagonista di una prova di alto profilo tecnico, si tratta del secondo successo in carriera dopo quello ottenuto a Cortina nel dicembre 2015. Ha chiuso in sesta posizione Aaron March, nono Maurizio Bormolini. In campo femminile nona Nadya Ochner nella gara vinta dall´austriaca Ulbing.

Fonte: coni.it




LONDRA (INGHILTERRA) - David Luiz, difensore del Chelsea, come tutti gli altri suoi compagni di squadra, è rimasto impressionato da Antonio Conte. L´ex ct è una vera forza della natura e con la sua cattiveria agonistica sta portando i Blues a un livello insperato a inizio stagione. Luiz ha rilasciato un´intervista a "Espn Brazil" nella quale ha elogiato l´allenatore italiano: «È uno dei migliori allenatori con i quali io abbia mai lavorato. Conosce perfettamente tutte le caratteristiche dei suoi giocatori e noi lo seguiamo in tutte le indicazioni che ci dà sul campo. Ogni allenamento e ogni partita sono la manifestazione di quanto importante sia per lui vincere, quindi noi siamo sempre motivati a tenere la tensione alta».

IL VIRUS DEL CALCIO - David Luiz è tornato al Chelsea nella sessione estiva del mercato dopo due stagioni con il Psg. Il brasiliano non ha vissuto lo scorso fallimentare campionato dei Blues, ma si è ugualmente accorto del cambiamento radicale che Conte ha portato a Londra: «Conte è un allenatore che ama quello che fa e chi ha "infettati" tutti con l´amore per il calcio. - Luiz ha poi continuato - Amo questo club e sono tornato perché c´era una storia da continuare. Non ho vinto la Premier League nel mio primo passaggio inglese, quindi adesso è uno dei miei obiettivi. Aiuterò in qualunque modo per arrivare alla vittoria e Conte è stato straordinario sotto questo aspetto».

Fonte: tuttosport.com




E´ ufficiale il passaggio di Stevan Jovetic dall´Inter al Siviglia: la formula è quella del prestito con diritto di riscatto per il club andaluso. Jovetic ha già svolto le visite mediche in Spagna ed è anche già stato presentato con la nuova maglia, la numero 16. Prestito ufficializzato anche dall´Inter, che sul proprio sito ha pubblicato il seguente comunicato: "F.C Internazionale comunica la cessione in prestito dell´attaccante montenegrino Stevan Jovetic al Sevilla F.C. fino al 30 giugno 2017, con opzione di acquisto definitivo per la società andalusa".

VOGLIA DI RISCATTO - «Ho accettato di venire al Siviglia - ha detto Jovetic in conferenza stampa - perché è un grande club, che gioca la Champions League e che ha un grande allenatore (Sampaoli, ndr). Ho sentito Nasri, che mi ha parlato bene di questa società. Come mi sento dal punto di vista fisico? Sono in buone condizioni, domani parlerò con il mister e decideremo cosa fare».

INTER, POCO SPAZIO - «Quando sono arrivato in Inghilterra ho subito molti infortuni, quindi non ho mai avuto continuità. All´Inter, invece, ho fatto bene nei primi sei mesi, ma poi ho giocato sempre meno. Se mi riprenderò? Penso di sì».

SALUTO SU INSTAGRAM - In serata è arrivato poi l´addio social al popolo dell´Inter, con un post del giocatore sul proprio profilo Instagram: "Volevo ringraziare l´Inter per quest´anno e mezzo vissuto lì...Primi 6 mesi indimenticabili e 1 posto in classifica! Auguro ai miei compagni di arrivare nelle prime 3 e andare in Champions! Grazie a tutti i tifosi per il sostegno! Sto leggendo tutti i messaggi ma purtroppo non riesco a rispondere a tutti".

Fonte: corrieredellosport.it




La prima giornata interista di Roberto Gagliardini è iniziata poco prima delle le 9, con l´inizio delle visite mediche, la cui prima parte si svolgerà presso l´Istituto di Medicina dello Sport del Coni di Milano. "La qualificazione alla prossima Champions League? Ci proveremo", ha detto il nuovo centrocampista nerazzurro prima di entrare all´interno della struttura.

I DETTAGLI — Gagliardini costerà all´Inter una cifra intorno ai 25 milioni di euro: 2 subito per il prestito, 20 a giugno per il riscatto, più una serie di bonus legati ai risultati di squadra ed individuali. Il centrocampista 22enne firmerà un contratto di 5 anni, a 1,5 milioni di euro a salire. Indosserà la maglia numero 5 (lasciata libera da Felipe Melo) o numero 94 (il suo anno di nascita): avrebbe voluto il 4, ma l´Inter lo ha ritirato dopo l´addio al calcio di Javier Zanetti.

Fonte: gazzetta.it




L´offerta ha raggiunto Pierre- Emerick Aubameyang nel ritiro della nazionale gabonese e il cannoniere del Borussia Dortmund non deve avere dormito tranquillo. Lo Shangai Sipg, che ha appena coperto d´oro Oscar, garantendogli 800 mila euro alla settimana, ha spedito un inviato nel Paese africano, incurante del secco no opposto dal club tedesco, tetragono anche di fronte ai 130 milioni di euro che i cinesi sono pronti a spendere per l´ex milanista. Il quale si è allineato sulle posizioni del proprio club, facendo finta di ignorare i 25 milioni netti a stagione promessi dagli asiatici.

L´UOMO DI KLOPP - Lo Shangai non demorde e ci riproverà di sicuro. Intanto, il Gabon chiede ad Aubameyang di regalare un sogno al milione e mezzo di connazionali: vincere quella Coppa che l´Egitto ha conquistato per 7 volte; Ghana e Camerun 4; Nigeria 3; Repubblica Democratica del Congo (la seconda come Zaire) e Costa d´Avorio 2; Etiopia, Sudan, Congo, Marocco, Algeria, Sudafrica, Tunisia e Zambia 1. Mai come in questa 2017, la Coppa d´Africa scatena il mercato internazionale, con tanta Italia interessata a vedere come andrà a finire e chi saranno i protagonisti dell´evento. Fra gli spettatori delle partite del Gruppo C, si conterà sicuramente l´osservatore spedito in Africa di Jurgen Klopp. L´allenatore dl Liverpool ha in testa un obiettivo per il suo reparto centrale: Franck Kessie, 20 anni, gioiello dell´Atalanta rivelazione che l´ivoriano intende cedere in giugno al miglior offerente. I Reds sono pronti a spendere 40 milioni di euro e non fanno mistero delle loro intenzioni. I bergamaschi stanno alla finestra e confidano che Kessie continui a sbalordire. Intanto, hanno respinto i 25 milioni offerti dal Chelsea.

KEITA - Edizione dopo edizione, per i contenuti tecnici, i giocatori che porta alla ribalta, l´interesse che suscita nelle tv di mezzo mondo, la Coppa d´Africa è diventata sempre più importante. E, senza dubbio, in maniera direttamente proporzionale all´irritazione dei tecnici cui sottrae a mani basse uomini molto preziosi. Dall´Italia sono partiti Salah, Koulibaly, Ghoulam, Kessie, Benatia, Lemina, Taider, Acquah, Dramé, Keita. Già, Keita che continua a non rinnovare il contratto con la Lazio, in scadenza nel 2018 ed è il secondo nome sul taccuino del Liverpool.

Fonte: corrieredellosport.it




Scusi, chi ha fatto palo? Se Fantozzi vivesse in Inghilterra non avrebbe bisogno di domandarlo. Molto probabilmente la risposta sarebbe Paul Pogba. Il giocatore del Manchester United ieri, durante il match di EFL Cup contro l´Hull, ha colpito il settimo (sì, il settimo) legno stagionale. Una punizione perfetta (quasi), con il portiere fermo a guardare, già pronto a disperarsi. E invece... Il Sun racconta che ormai i tifosi stentano a credere alla sfortuna del francese. E su Twitter commentano tra l´ironico e lo sconsolato: «I legni dell´Old Trafford sono ancora arrabbiati con lui», scrive un fan. Un altro invece commenta: «Ma Pogba è venuto in Inghilterra per partecipare alla sfida delle traverse?». Altri empatizzano: «Mi sento triste per lui». C´è poi chi non ne può più: «Sono certo che abbia colpito almeno un legno in ogni partita che ha giocato. Con una mira leggermente migliore avrebbe segnato tantissimi gol».
VIA DALLA JUVE, POCA FORTUNA - Quasi una maledizione, insomma. Dopo che il centrocampista ha lasciato la Juve la scorsa estate, la dea bendata sembra non averlo seguito in Inghilterra. Con grande disappunto dei tifosi dei Red Devils, che provengono da stagioni non esaltanti e che quest´anno con Mourinho, Ibra e Paul puntano a qualche rivincita. Pali permettendo.

Fonte: tuttosport.com



Il Torino sarà l´avversario del Milan nel match valido per gli ottavi di finale di Coppa Italia. Alla vigilia della gara contro i granata, il tecnico rossonero Vincenzo Montella, è intervenuto in conferenza stampa; queste le dichiarazioni rilasciate: "I ragazzi sanno che arrivare in fondo a questa competizione è importante, è un nostro obiettivo. Dobbiamo entrare in campo con la voglia di vincere fin dai primi minuti. Contro il Torino come una finale. Come sempre, qualche piccola turnazione ci sarà ma non stravolgerò la squadra. Dispiace che qualcuno non sarà utilizzato ma non posso stravolgere i reparti e la squadra, scenderemo in campo con una squadra competitiva. Bacca e Lapadula? Sono usciti abbracciati, c´è sana competizione ma giocano insieme. E´ stato un gol importante del colombiano, arrivato anche grazie alla volontà di Lapadula. Un gol che dimostra ancora una volta il valore di Bacca, ha avuto grande lucidità. Coppa Italia? Da giocatore non l´ho mai vinta, da allenatore sono arrivato in finale con la Fiorentina e l´anno successivo siamo usciti in semifinale. Tengo molto a questa competizione. Siamo 12 titolari? Non credo, sto facendo giocare più gente possibile. Contro il Torino servirà il 100% per passare il turno. E´ una buonissima squadra, con giocatori molto abili ad attaccare gli spazi, bisogna essere bravi a chiudere le linee di passaggio".

Fonte: itasportpress.it



Dopo il Napoli, che ha battuto 3-1 lo Spezia al San Paolo, anche Fiorentina e Juventus inseguono la qualificazione ai quarti di finale di Tim Cup. Tocca prima ai viola che alle 17.30 al Franchi ricevono la visita del Chievo. In serata, allo Stadium, la Juve sfida l´Atalanta di Gasperini: Allegri ricorre a un ampio turnover, lancia dal primo minuto Rincon nei tre di centrocampo, davanti si affida a Dybala, Cuadrado e Mandzukic e ritrova Pjaca, in campo probabilmente nella ripresa.
Massimiliano Allegri rivoluziona la Juventus ma non vuole cali di concentrazione contro l´Atalanta, in una sfida che vale l´accesso ai quarti di finale di Coppa Italia: le due squadre si sono affrontate di recente in campionato (il 3 dicembre scorso) e in quell´occasione i bianconeri vinsero 3-1 chiudendo di fatto la pratica dopo i primi venti minuti. Rispetto a quella gara sarà una Juve molto diversa: in porta ci sarà Neto, difesa a quattro con Asamoah sulla sinistra, centrocampo a tre con il neo acquisto Rincon che partirà dal primo minuto e tridente d´attacco composto da Cuadrado, Mandzukic e Dybala, con Pjaca pronto a subentrare e tornare in campo dopo il lungo infortunio che lo ha costretto ai box per più di due mesi.

L´Atalanta - che ha perso le ultime 13 partite ufficiali giocate contro la Juventus ma che l´ha eliminata nell´ultimo confronto diretto in Coppa Italia nel 2004-05 - risponde con il 3-5-2: Gasperini si affida al tandem d´attacco Petagna-Pesic e deve ridisegnare il centrocampo privo di Gagliardini (passato all´Inter) e Kessié (impegnato in Coppa d´Africa). Chi si qualifica affronta la vincente di Milan-Torino.

La giornata di Tim Cup si aprirà alle 17.30 allo stadio Franchi dove la Fiorentina ospita il Chievo: chi passa se la vedrà col Napoli ai quarti. Per i viola - che causa maltempo non hanno giocato in campionato nel weekend - si tratta della prima uscita del 2017 mentre i gialloblù devono cercare di rialzarsi dopo la pesante batosta casalinga incassata domenica con l´Atalanta. Tanti dubbi per Paulo Sousa che in attacco dovrebbe affidarsi a Babacar (favorito su Kalinic), Maran punta sul tandem Inglese-Pellissier.

Le probabili formazioni di Fiorentina-Chievo (ore 17.30)
Fiorentina (4-2-3-1): Tatarusanu; Salcedo, Tomovic, De Maio, Milic; Badelj, Vecino; Chiesa, Bernardeschi, Ilicic; Babacar. All.: Sousa.
Chievo (4-3-1-2): Sorrentino; Frey, Dainelli, Cesar, Gobbi; Radovanovic, Rigoni, Castro; De Guzman; Inglese, Pellissier. All.: Maran

Le probabili formazioni di Juventus-Atalanta (ore 20.45)
Juventus (4-3-3) Neto; Lichtsteiner, Barzagli, Rugani, Asamoah; Rincon, Hernanes, Marchisio; Cuadrado, Mandzukic, Dybala. All.: Allegri. Atalanta (3-5-2) Sportiello; Raimondi, Caldara, Masiello; D´Alessandro, Kurtic, Freuler, Grassi, Spinazzola; Petagna, Pesic. All.: Gasperini.

Fonte: sportmediaset.mediaset.it



Mattia Perin, dopo il crack di domenica contro la Roma, cerca di rialzarsi immediatamente. È arrivato in mattinata a Villa Stuart, a Roma, per sottoporsi a un´operazione chirurgica di ricostruzione del legamento crociato anteriore del ginocchio sinistro: "Non vedo l´ora di operarmi per iniziare a fare la fisioterapia", ha commentato il portiere genoano al suo terzo grave infortunio dopo quello all´altro ginocchio, il destro, ad aprile, e il problema alla spalla nel 2015.
RINGRAZIAMENTI — Prima di entrare nella clinica, ha voluto ringraziare chi gli è stato vicino in questi giorni: "Mi hanno fatto piacere tutti gli attestati di stima". E sono stati tanti. Perché se li merita.

Fonte: gazzetta.it




permalink | inviato da TuttoCalcioItalia il 11/1/2017 alle 17:15 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa

10 gennaio 2017

NEWS NEWS NEWS SPORT

È Claudio Ranieri il miglior allenatore del 2016 per la Fifa. La proclamazione del tecnico del Leicester City è avvenuta a Zurigo, nel corso della premiazione dei premi "The Best" 2016. Così, anche la massima organizzazione mondiale del calcio rende omaggio al "miracolo Leicester", capace di vincere il suo prmo, storico e inaspettato scudetto nel 2016. " Sono pazzo di felicità, in Inghilterra è successo qualcosa di incredibile - ha commentato Ranieri, premiato da Maradona -. Il Dio del calcio ha deciso che l´anno scorso dovevamo vincere noi". L´allenatore del Leicester ha superato la concorrenza del francese e del c.t. del Portogallo, Fernando Santos. Tra i calciatori, il premio è andato a Cristiano Ronaldo, che ha battuto Messi e Griezmann. "Il 2016 è stato il miglior anno della mia carriera", ha detto a caldo il portoghese.

GLI ALTRI PREMI — Durante il galà di Zurigo sono stati assegnati anche i premi per la miglior allenatrice femminile (andata alla c.t. tedesca Silvia Neid), per il miglior gesto di fair play (all´Atletico Nacional di Medellin), per il miglior giocatore di futsal (conquistato da Alessandro Rosa Vieira "Falcao"), per il miglior gol (vinto da Mohd Faiz Subri, del club malese del Penang) e per la miglior calciatrice femminile (successo per Carli Lloyd, dello Houston Dash) ed è stata composta l´undici ideale dell´anno: Neuer; Dani Alves, Piqué, Sergio Ramos, Marcelo; Kross, Modric, Iniesta; Messi, Suarez, Cristiano Ronaldo.

POLEMICA BARÇA-FIFA — La cerimonia è stata preceduta da un caso diplomatico tra la Fifa e il Barcellona. I quattro calciatori blaugrana invitati (Messi, Iniesta, Pique e Suarez), non si sono presentati, ufficialmente per preparare senza distrazioni la sfida con l´Athletic Bilbao di mercoledì. La massima organizzazione calcistica mondiale, però, non ha nascosto la propria irritazione.

Fonte: gazzetta.it



TORINO - Juve saldamente a +4 sulla Roma (con una partita da recuperare per la squadra di Allegri) ma per Kwadwo Asamoah il campionato è tutt´altro che finito. "La Juve è sempre forte ma questo campionato - dice al canale Jtv il ghanese, con il Bologna schierato terzino sinistro - è diverso dal solito, perché ci sono molte squadre che stanno facendo bene, come la Roma, il Napoli e il Milan". Asamoah ha rinunciato alla Coppa d´Africa: "È stato difficile - spiega - l´allenatore e il presidente della Federazione mi hanno chiamato molte volte e gli ho spiegato quanto mi avrebbe fatto piacere andare, ma in questi due anni ho avuto diverse difficoltà (infortuni, ndr) e ora ho bisogno di lavorare e giocare il più possibile".

OBIETTIVO COPPA - Mercoledì si giocherà Juve-Atalanta per gli ottavi di Coppa Italia: "Il nostro obiettivo - sottolinea Asamoah - è arrivare in finale anche quest´anno e affronteremo l´Atalanta con la massima concentrazione".

Fonte: tuttosport.com




Il Collegio di garanzia del Coni ha respinto il ricorso del Sassuolo contro la vittoria per 0-3 a tavolino assegnata al Pescara dal giudice sportivo dopo l´incontro di campionato del 28 agosto scorso. Il Sassuolo era stato sanzionato "per la non osservanza di quanto previsto dalla normativa federale che impone, ai fini della utilizzabilita´ di un calciatore, l´inserimento dello stesso nell´ambito della cosiddetta "lista dei 25", da comunicarsi alla Lega entro le ore 12 del giorno precedente la gara". Questo non sarebbe avvenuto con il giocatore Antonino Ragusa, entrato al posto di Politano al 20´ della ripresa della gara, finita 2-1 per gli emiliani. Il Sassuolo, dopo la decisione del giudice sportivo, aveva fatto ricorso alla Corte sportiva d´appello della Figc, senza successo e quindi al Collegio di Garanzia, con lo stesso risultato negativo.

Fonte: ansa.it



Ancora un colpo di scena in casa Palermo. Roberto De Zerbi ha detto no a Zamparini, troppe divergenze tra i due, il rapporto è ormai pieno di crepe e allora l´ex Foggia ha deciso di non accettare la nuova proposta del presidente rosanero.
L´idea era quella di riportare Roberto De Zerbi al timone della squadra ma l´allenatore ha detto ´no´ ad un eventuale ritorno sulla panchina rosanero e la riposta sarebbe negativa anche in caso di chiamata formale dal patron.
Zamparini adesso deve decidere se puntare ancora su Corini oppure esonerarlo, puntando poi su Ballardini o su un profilo da scegliere nelle prossime ore. Situazione in evoluzione, il Palermo è in crisi, Zamparini riflette e al momento non vuole rilasciare dichiarazioni. In tutto questo c´è una preparazione da iniziare in vista del match contro il Sassuolo.

Fonte: palermo.gds.it





E´ ormai fatta per il passaggio di Stevan Jovetic al Siviglia. Il montenegrino, che nei giorni scorsi si era sfogato per la sua situazione all´Inter ("Non ho mai avuto chance"), è pronto per volare in Spagna. L´Inter e il club iberico hanno infatti raggiunto l´accordo. La formula è quella del prestito con diritto di riscatto già fissato a quota 14 milioni. Dopo un anno e mezzo si chiude così l´avventura dell´attaccante montenegrino a Milano.
In mattinata il ds del Siviglia, Monchi, aveva confermato la trattativa per Jovetic, rivelando però alcuni intoppi: "Ha un problema con il suo club attuale - le parole di Monchi -. L´Inter chiede un´operazione che non possiamo soddisfare. Vogliamo arrivare a un accordo e stiamo lavorando per questo. Siamo ottimisti perché contiamo sulla volontà del giocatore, ma non è semplice". L´affare si è invece sbloccato nelle ultimissime ore e il montenegrino è ormai pronto per volare a Siviglia.

Fonte: sportmediaset.mediaset.it





Monchi non vuole parlare in pubblico del suo futuro, ma secondo quanto riportano in Spagna, avrebbe già comunicato al Siviglia la sua decisione di andare alla Roma. Lo scrive El Correo de Andalucia, secondo cui Monchi avrebbe detto al presidente José Castro che la sua decisione è irremovibile e che si trasferirà in Italia subito dopo la fine del mercato di gennaio. La Roma pagherebbe la clausola rescissoria di 5 milioni di euro, come vuole Castro. Il presidente del Siviglia avrebbe chiesto a Monchi di rimanere almeno fino a Pasqua, per pianificare la stagione 2017/2018. La clausola rescissoria, a partire da luglio si dimezza, passando a 2,5 milioni. Per questo la Roma potrebbe anche aspettare.

Fonte: corrieredellosport.it




Dopo le ipotesi delle ultime ore è arrivato il verdetto finale: Pescara-Fiorentina verrà recuperata il primo febbraio alle 20 e 45. In casa viola, dopo il rinvio della sfida contro gli abruzzesi, si pensa alle prossime gare contro Chievo e Juventus, ma anche al mercato. L´offensiva cinese per Nikola Kalinic, iniziata all´alba del 2016, non si placa e la società gigliata tentenna. Il Tianjin Quanjian di Fabio Cannavaro punta con decisione il croato ed èdisposto a pagare la clausola da 50 milioni presente nel contratto dell´ex Dnipro: adesso c´è da convincere il giocatore. Con un progetto tecnico valido? Macché, a suon di milioni, per l´esattezza quasi 15 a stagione. Un´offerta sulla quale il bomber sta riflettendo, perché nonostante la sua voglia di restare nel calcio che conta, un ingaggio del genere farebbe gola a chiunque.

LE ALTERNATIVE - Una Chinese Super League pigliatutto insomma. Dopo Oscar e Tevez (oltre ai vari Hulk, Jackson Martinez, Gervinho e Alex Teixeira), Kalinic potrebbe essere un altro rinforzo che andrebbe ad innalzare ulteriormente il prestigio del campionato. Ma se il bomber dovesse davvero lasciare Firenze chi potrebbe prendere il suo posto? I nomi sono sostanzialmente tre: Simone Zaza, Luis Muriel e Jonathan Calleri. Tutti profili che alla dirigenza toscana piacciono, specie quello dell´ex Sassuolo, per il quale Pantaleo Corvino ha già preso informazioni con l´entourage del ragazzo e la Juventus, che ne detiene il cartellino.

CAPITOLO ZAZA - Scaricato dal West Ham, che avrebbe dovuto riscattarlo al termine della stagione, per Zaza è da escludere un ritorno in bianconero, perché la Vecchia Signora ha intenzione di cederlo. Il club dei Della Valle, in caso di partenza di Kalinic, avrebbe la forza economica per rappresentare una valida destinazione, anche se i viola in prima battuta puntano al prestito. Il club piemontese chiede non meno di 20 milioni per lasciarlo andare a titolo definitivo. Sull´attaccante, oltre alla Fiorentina, c´è da tempo l´interesse del Valencia, che tuttavia sta vivendo un momento di transizione. Dopo le dimissioni di Cesare Prandelli, sono arrivate infatti quelle del direttore sportivo Pitarch, che hanno messo in discussione l´affare che sembrava ben avviato.

SOGNO MURIEL, OCCASIONE CALLERI - Il nuovo ds degli spagnoli Alexanco, tuttavia, pare coler continuare sulla strada tracciata dal suo predecessore. Questo complicherebbe e non di poco lo scenario per Zaza. La Fiorentina guarda così in casa Sampdoria per Muriel, anche se il colombiano difficilmente sarà ceduto dai blucerchiati prima dell´estate. Sfumato invece definitivamente Gabbiadini: il classe ´91, nonostante i due gol consecutivi, è in uscita dal Napoli, ma come raccontato dal suo agente si trasferirà all´estero. E dall´estero potrebbe arrivare la soluzione low cost per i viola. Si tratta di Calleri, ormai ai margini, come Zaza, nel West Ham, che lo girerebbe in prestito gratuito.

Fonte: quotidiano.net




Nella giornata che ha chiuso il girone di andata (all´appello manca solo il derby Cantù-Milano in programma stasera alle 20,45) e che ha definito la griglia della Final Eight di coppa Italia di metà febbraio a Rimini, la sorpresa è arrivata dal fondo della classifica dove Cremona sbancando Reggio Emilia ha vinto la seconda partita consecutiva (cosa che non gli era mai riuscita finora) e ha agganciato Varese lasciando alla squadra di Caja (con cui al momento ha lo scontro diretto a favore) l´ultimo posto in classifica.
La stagione della Vanoli ha subito una scossa poco meno di un mese: via dopo tre anni Pancotto e squadra affidata a Paolo Lepore, classe 1977, una vita da assistente, al primo incarico da capo allenatore in serie A. Il più giovane coach del campionato.

Coach Lepore, Cremona non aveva mai vinto due partite in fila in questa stagione. C´è riuscita passando a Reggio Emilia, campo dove finora tutti ci avevano lasciato le penne.
"Era importante, dopo il successo con Varese, dare un ulteriore segnale, far capire a tutti che questa squadra è viva ed ha voglia di lottare. Essere riusciti a vincere su un campo difficile come quello di Reggio credo sia qualcosa di importante. Non credo che la nostra vittoria vada sminuita, la Reggio Emilia di ieri è la stessa che poche settimane fa ha battuto Milano. Bravi noi a giocare una grande partita".
Fino a qualche settimane fa lei era ´soltanto´ lo storico assistente della Vanoli, nove stagioni a Cremona e poco spazio sotto i riflettori. Nel giro di un mese è diventato il più giovane allenatore della serie A e ha rimesso in piedi una stagione che non ne voleva sapere di svoltare.
"In queste settimane si sono mescolate tante emozioni. Da un lato il dispiacere per quanto successo a Pancotto, con cui ho condiviso tre anni e mezzo di lavoro e soddisfazioni, dall´altro la voglia di aiutare quella che per me è più di una semplice società. Sono qui da nove anni, e sento la responsabilità essendo cresciuto professionalmente in questa società. Con una buona dose di incoscienza ho accettato un incarico in una situazione difficile contando sul fatto che questa è una squadra formata da ragazzi che hanno voglia di allenarsi e di raggiungere un obiettivo, la salvezza, che dobbiamo al presidente Vanoli".

Dove inizia la sua storia di allenatore?
"Da Avellino, dove sono nato e dove giocava mio zio (Gigetto Valentino, storica bandiera del club irpino, ndr). Mi è sempre piaciuto allenare, da giocatore davo l´anima ma non avevo fisico e talento per continuare. Però volevo rimanere in questo ambiente che mi piaceva troppo. Ho iniziato nella società del mio paese, Ombriano, un club piccolo ma strutturato, con un buon settore giovanile. In quel periodo lavoravo in una carrozzeria, come perito meccanico facevo le revisione alle auto. Alle 17 staccavo e fino a mezzanotte ero in palestra ad allenare i ragazzini e a fare il vice in serie D. E´ stata una scuola di vita, ho avuto la possibilità di sbagliare senza la pressione del risultato".
Quando è arrivata la chiamata di Cremona si è trovato davanti una scelta non facile.
"Ho deciso di lasciare un lavoro sicuro, un contratto a tempo indeterminato, per inseguire un sogno. In testa avevo solo la pallacanestro e non volevo avere rimpianti. Sono stato fortunato, quando la Vanoli mi ha chiamato in A2 siamo stati subito promossi in serie A, ormai la mia vita di professionista era iniziata".
Lei crede al destino?
"Se devo pensare a quanto successo in queste settimane assolutamente sì. La prima partita da capo allenatore in serie A l´ho giocata contro Avellino, alla terza ho sfidato Caja con cui avevo lavorato nella Sperimentale. Diciamo che ho avuto il mio bel da fare per gestire tutte queste emozioni".
A quali allenatori si ispira?
"Per Ettore Messina ho una sorta di adorazione, è sempre stato un punto di riferimento. Adesso mi piace molto Trinchieri e come fa giocare il Bamberg".
La sua promozione è solo l´ultimo caso di quella che sta diventando una tendenza: puntare sulla soluzione interna quando c´è da cambiare. Prima di Cremona lo hanno fatto, con ottimi risultati, Capo d´Orlando e Venezia.
"La scelta di Cremona è stata sicuramente audace, perché non è da tutti affidare la panchina di una squadra di serie A ad un debuttante. Secondo me il ragionamento che fanno i club è semplice: chi è all´interno dello staff conosce già le dinamiche, si è già fatta un´idea delle problematiche da affrontare. Nel mio caso è stato anche più semplice perché sono qui da tanto e conosco un po´ tutti. La mia fortuna è quella di avere un grande staff, da Andrea Zanchi che ha scelto di farmi da vice, al preparatore atletico passando per i miei assistenti".
Peccato fermarsi proprio ora.
"Forse sarebbe stato meglio cavalcare l´onda ma credo che ai ragazzi faccia bene un po´ di riposo. Mi piace pensare a questa sosta come ad una opportunità e non a qualcosa che può spezzarci il ritmo. Il campionato è uno sprint non una maratona e io sono convinto che i giorni di riposo siano importanti quanto quelli di allenamento´´.
Finisse oggi il campionato Cremona sarebbe salva.
"Ma io al mio presidente non chiederei nulla, lo ringrazierei dell´opportunità e lascerei a lui la scelta di tenermi o meno. So benissimo che questo lavoro è fatto soprattutto di vittorie, che in una settimana può cambiare tutto. Io non sono il più bravo, il più furbo, non ho più esperienza degli altri, sono il più giovane ma di sicuro ci metto tanta passione. Ho la fortuna di restare con i piedi per terra, è il mio mantra quotidiano".

Fonte: repubblica.it/sport



Sono nove i tennisti italiani in gara nelle qualificazioni maschili - al via mercoledì - degli Australian Open, primo Slam del 2017, in programma dal 16 al 29 gennaio sui campi in cemento di Melbourne Park nella metropoli australiana.
Si tratta di Alessandro Giannessi, Thomas Fabbiano, Luca Vanni, Stefano Napolitano, Federico Gaio, Marco Cecchinato, Matteo Donati, Lorenzo Giustino e Riccardo Bellotti, mentre nelle qualificazioni femminili è entrata Jasmine Paolini.

Fonte: ansa.it



Si passa da 32 a 48 squadre. Non da Russia 2018 e nemmeno da Qatar 2022, ma soltanto dal Mondiale (non ancora assegnato) del 2026. Lo ha ratificato oggi la Fifa che si è riunita in consiglio. Sedici i gironi, ciascuno da tre squadre.
Un tweet della federcalcio mondiale a darne l´annuncio, ulteriori dettagli verranno forniti in giornata. Durante la fase a gironi, sostiene l´Associated Press, saranno vietati i pareggi. In caso di parità, infatti, si andrà direttamente ai calci di rigore. Passeranno le prime due di ogni raggruppamento, che andranno direttamente ai 32esimi di finale.

Fonte: corrieredellosport.it



12.16 - È terminata la conferenza stampa di Massimiliano Allegri
ATALANTA - "Ci sono grandi meriti da parte della società e ovviamente dell´allenatore, Gasperini ha lavorato tanto nel settore giovanile e sa come far crescere i giovani. Soprattutto la grande struttura societaria, un ottimo settore giovanile e stanno raccogliendo i frutti. Si possono fare solo i complimenti all´Atalanta"
DANI ALVES - "Oggi ha i controlli, in base all´esito delle visite valuteremo come sarà il processo di recupero."
MONDIALE - "48 squadre sono tante, vedremo come si organizzerà la formula. Il calcio sta cambiando, si cercano delle formule per aumentare gli introiti, ormai il calcio è show e business. Da allenatore sono troppe, magari da ct sarei felice"
ATTACCO - "Higuain non era arrabbiato quando è uscito, però chi sta in panchina è arrabbiato, chi esce si arrabbia, io ne posso far giocare solo undici. Mandzukic è entrato bene con il Bologna, sia lui che Higuain possono fare molto bene"
ASAMOAH - "Ha fatto una bella partita, il problema è il suo ginocchio. Domani dovrebbe giocare nuovamente lui, da giovedì rientrerà Alex Sandro e ci saranno sia lui che Bonucci a Firenze"
MODULO - "Si può giocare con Cuadrado nel tridente o con il trequartista, domani gioca Lichtsteiner perché è squalificato in campionato. Dovremo comunque esser bravi a vincere presto la partita"
PROFESSIONISTA - "Al Pisa ho giocato, ha ragione Spalletti. Noi siamo professionisti, l´importante è che quando si lavora in un posto si abbia il rispetto di tutti, dai tifosi alla stampa. Ora sono alla Juve, al resto non penso"
PJACA - "Può giocare da esterno o da trequartista. È un giocatore forte, è arrivato da un europeo e dalle qualificazioni Champions con la Dinamo, la frattura è stata negativa ma da un lato lo ha aiutato. Vedendolo dall´allenamento sta facendo molto bene, è bello vederlo giocare ed ha potenzialità straordinarie, può essere l´acquisto del 2017. Domani sarà l´inizio"
MERCATO - "Non mi aspetto nulla anche perché non ho chiesto nulla, qui devono arrivare giocatori che possono innalzare il tasso tecnico. La società lo ha fatto e lo ha sempre fatto, non serve far numero, preferisco portar su ragazzi della Primavera"
COPPA ITALIA - "Entriamo domani nella competizione e non sarà facile, perché affrontiamo subito l´Atalanta che è in gran forma. Se non affrontiamo la partita nel modo giusto rischiamo l´eliminazione, sarà importante risparmiare energie ed evitare i supplementari, ma non sarà facile. La formula è strana, con quattro partite si vince il torneo, però è anche vero che non c´è spazio nel calendario, con un campionato a 18 squadre ci sarebbe la possibilità di giocare quattro partite in più."
RINCON - "Domani può giocare, per il centrocampo c´è da valutare le condizioni di Sturaro che ieri non era al meglio"
EVRA - "La situazione non è cambiata, con lui ho parlato recentemente e sono stato molto chiaro con lui, così come Patrice è stato molto chiaro con tutti noi. Si è preso del tempo per decidere se andar via o rimanere, è giusto che gli venga dato il tempo di cui ha bisogno, tanto il mercato si chiude a fine gennaio. "
TURNOVER - Domani andrà in campo la miglior formazione, non ci sarà grandissimo turnover perché siamo contati. Chiellini è squalificato, valuteremo domani Bonucci per la panchina. A centrocampo qualcuno riposerà, davanti valuterò, Dybala ha bisogno di giocare e Pjaca sicuro farà uno spezzone di partita
12.03 - È iniziata la conferenza stampa di Massimiliano Allegri
11.35 - A mezzogiorno prenderà la parola Massimiliano Allegri dal Media Center di Vinovo

Fonte: juvenews.eu




Incontro in Campidoglio tra la sindaca Virginia Raggi, il vicesindaco Luca Bergamo, il direttore generale della Roma Mauro Baldissoni e l´imprenditore Luca Parnasi. "Si sta accelerando. I tecnici sono al lavoro per valutare i miglioramenti al progetto nel rispetto dei tempi previsti dalla conferenza dei servizi", spiegano fonti del Campidoglio. Ieri sera si è tenuta una riunione di maggioranza con Raggi in cui si è parlato anche dello stadio.

Fonte: ansa.it




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9 gennaio 2017

BENE MILAN E JUVE

Tre punti con grande scioltezza con il Bologna per tenere a distanza Roma e Napoli e per scacciare i ricordi amari della Supercoppa sfuggita a Doha. La Juventus riparte con una vittoria firmata dalla coppia Higuain-Dybala, doppietta, di destro e di testa, del 'Pipita', in mezzo il gol su rigore della Joya.

Il successo vale il record assoluto di vittorie consecutive in casa nel campionato a girone unico: sono 26, una in più dei bianconeri allenati da Antonio Conte nel 2013/14. Ma che delusione il Bologna, che non è mai riuscito a inventare qualcosa e si è presto arreso a una serata da comprimario.

C'erano tante motivi per seguire con attenzione Juve-Bologna, la prima dopo lo sfogo di Allegri, il ritorno da titolare di Dybala dopo l'infortunio, il debutto di Rincon ed Evra neppure in panchina perché ormai ha le valigie pronte. Con le statistiche a mettere un po' di pepe: il Bologna è stato la prima squadra a far punti allo 'Stadium' (settembre 2011, 1-1, vantaggio bianconero di Vucinic, pareggio di Portanova), è stata la prima a imporre un pareggio l'anno scorso alla capolista lanciata verso il quinto titolo.

A rompere gli indugi ci ha pensato dopo 7' Higuain, su un assist impeccabile di Pjanic. Dodicesimo gol per il Pipita, sesta rete stagionale nel primo quarto d'ora in campo. E poi sarebbero diventate 13, a un passo dal capocannoniere Icardi. Il Bologna non ha tradito sul piano puramente tattico: buona copertura, soprattutto nei primi 45', su tutto il campo, con equilibrio tra i reparti, ma poca inventiva.

A tradire gli emiliani però è stato Marios Oikonomou, prossimo a quanto pare a passare alla Sampdoria: Higuain gli è sgusciato via su lancio di Pjanic e poi lui stesso è franato addosso a Sturaro, causando il rigore del raddoppio bianconero. Dagli undici metri Dybala è stato freddo e preciso, dimenticando l'incubo del rigore che Donnarumma gli ha parato a Doha. Ma nel secondo tempo ha fallito un appoggio abbastanza comodo sparando alle stelle.

Gran serata di Khedira - sua l'imbeccata a Lichesteiner per il cross a Higuain, 3-0 bianconero al 55'. Il Bologna aveva provato ad arrivare dalle parti di Neto, per una sera in campionato al posto di Buffon, convalescente dall'influenza, con di Francesco (19'), parata a terra di Neto, e Krejci, sinistro fuori al 26'. Poi più nulla o quasi, con la Juve saldamente al comando, come aveva chiesto Allegri, e Neto tornato inoperoso. Solita dose di applausi per Higuain, sostituito da Mandzukic, e per il debutto in bianconero di Rincon.

Marchisio "risposta dopo la sconfitta in Supercoppa" - "Arrivavamo dalla sconfitta in Supercoppa e dovevamo vincere, dare una riposta a noi stessi. Chiudere l'anno così non ci è piaciuto per niente. Siamo entrati bene in campo, l'abbiamo sbloccata subito e poi l'abbiamo gestita molto bene". Lo ha detto il centrocampista della Juve, Claudio Marchisio, dopo il successo sul Bologna. "La corsa sulle inseguitrici è appena iniziata ma l'anno è cominciato con il piede giusto - ha proseguito il giocatore a Premium Sport - Il record di vittorie casalinghe di fila? Sono sempre numeri importanti, per arrivarci bisogna dare tanto e questa squadra l'ha sempre fatto. Ma dobbiamo dimostrare sempre di più"

Allegri "dovevamo vincere e l'abbiamo fatto" - "Dovevamo rispondere alle vittorie delle nostre avversarie e abbiamo fatto bene. Serviva un approccio rabbioso alla partita e i ragazzi l'hanno fatto nel miglior modo. Le partite dopo la sosta sono sempre difficili, riprendere il ritmo dopo la sosta non è mai facile. Nel primo tempo abbiamo concesso troppo anche se l'approccio è stato feroce come avevo chiesto". Massimiliano Allegri, allenatore della Juve, commenta così a Premium Sport la vittoria sul Bologna. "Dovevamo vincere e l'abbiamo fatto - ha proseguito - Abbiamo mantenuto inalterato il vantaggio sulla Roma con una partita in meno. E la Roma potenzialmente può vincerle tutte, è solida. Adesso avremo in campionato quattro gare molto difficili, sarà un mese difficile e da questi match passerà gran parte del campionato. Poi c'è la Coppa Italia contro l'Atalanta che sta facendo molto bene. Dobbiamo prepararci al meglio per questi mesi ed essere pronti". "Il mercato? Non mi aspetto assolutamente niente, vorrei che la sessione chiudesse domani. La rosa è completa e importante. E' arrivato Rincon, Pjaca non l'abbiamo mai avuto e ora è rientrato, così come Dybala che in questa stagione ha giocato pochissimo", ha detto ancora Allegri.

Donadoni recrimina per "ingenuità pacchiane". Il destinatario è sopratutto Oikonomou: "non posso e non voglio pensare - ha detto il tecnico dei rossoblu - che il suo sia un atteggiamento sbagliato. certo deve essere più bravo e attento. E credo che Marios abbia davvero grandi potenzialità". Il rigore ha cambiato il match, "rimontare due gol ai bianconeri è difficile". Sarà fondamentale dimenticare il ko e "pensare alla
prossima partita", da giocare con "l'atteggiamento giusto" ma anche "limando gli errori" E la prossima settimana - ha aggiunto Donadoni - "sarà fondamentale per gli sviluppi di mercato, anche se poi tutte le situazioni si sbloccano negli ultimi giorni".






Il Milan ha battuto il Cagliari per 1-0 nel posticipo pomeridiano della 19/a giornata di serie A. Rete decisiva di Bacca all'88'.

Milan-Cagliari 1-0 (0-0). Milan (4-3-3): Donnarumma 6, Abate 6 (27'pt Antonelli 6), Romagnoli 6.5, Paletta 6.5, De Sciglio 5.5, Pasalic 6 (34'st Lapadula 6.5), Locatelli 5.5, Bonaventura 6.5 (20'st Bertolacci 6), Suso 6.5, Bacca 6.5, Niang 4.5. (1 Gabriel, 35 Plizzari, 4 Ely, 15 Gomez, 17 Zapata, 96 Calabria, 16 Poli, 23 Sosa, 10 Honda). All.: Montella 6.5.

Cagliari (4-3-1-2): Rafael 6, Pisacane 6.5, Ceppitelli 6, Bruno Alves 6, Capuano 6, Isla 5, Barella 5, Dessena 6 (43'st Giannetti sv), Di Gennaro 6.5, Sau 5.5 (28'st Borriello 5.5), Farias 5 (33'st Joao Pedro 5.5). (12 Crosta, 13, Colombo, 26 Bittante, 29 Murru, 35 Salamon, 16 Munari, 77 Tachtsidis). All.: Rastelli 6.

Arbitro: Giacomelli di Trieste 6.5.

Reti: 43' st Bacca.

Angoli: 11-3 per il Milan.

Recupero: 2' e 5'.

Ammoniti: Isla per comportamento non regolamentare.

Espulsi: 49'st Bruno Alves.

Spettatori: 31.113 per un incasso di 637.930,09 euro.

*** IL GOL: - 43' st: Lapadula al centro dell'area non riesce a intervenire su un cross, ma da terra tiene vivo il pallone servendo un assist per Bacca, freddo nel battere a tu per tu Rafael

ANSA




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